«Basta Zalone, il problema è il lavoro»

Durissimo affondo online del giornalista e conduttore varesino Gianluigi Paragone, che buca la Rete: «In Germania occupazione al top, qui Renzi stringe mani ma non sa come si vive nel Paese reale»

– «Renzi e la tragedia del lavoro italiano. Altro che dibattere sul successo di Checco Zalone al cinema». Così il noto giornalista varesino Gianluigi Paragone, conduttore del programma televisivo “La Gabbia” su La7 , ha presentato al popolo del web un “home made” video nel quale critica fortemente l’operato del premier in materia di lavoro. Il video, girato con uno smartphone, ha ottenuto migliaia di visualizzazione e numerose condivisioni, senza calcolare i numerosi commenti a favore di quanto denunciato dal conduttore del “La Gabbia”.

Così, cavalcando l’onda del grande successo di pubblico ottenuto dal film “Quo vado?” di Zalone, la cui trama è stata costruita intorno alla condizione di molti giovani e non più giovani che si trovano in bilico tra certezza e incertezza, alle prese con il sogno sbiadito del posto fisso, Paragone bacchetta il presidente del consiglio. «Mentre in Italia cerchiamo di dare una spiegazione sociologica al successo del film di Checco Zalone, che tra l’altro parla di lavoro, proprio sul tema del lavoro, del “Jobs Act”, che andrebbero fatte alcune riflessioni». Fatta questa premessa, il giornalista televisivo varesino si concentra sulla situazione occupazionale della vicina Germania. «In Germania i dati dell’occupazione evidenziano un boom di occupati mai così alto dai tempi della riunificazione. Già – aggiunge Paragone – la Germania ha fatto sempre quello che voleva in Europa». In Italia, infatti, il tasso di disoccupazione è ancora alto rispetto alla media europea dei paesi che adottano l’euro: 12,6 per cento contro l’11,2 per cento rilevato da Eurostat. Intanto, la disoccupazione tedesca si conferma ai minimi dal 1990, dai tempi della riunificazione. I dati diffusi oggi dall’Ufficio del lavoro tedesco indicano che a ottobre del 2015 il tasso dei senza lavoro si è confermato al 6,4 per cento. Uno dei problemi atavici dell’Italia, già sottolineato da più voci, è la scarsa propensione all’investimento nel capitale umano. Ciò rende difficoltoso il percorso immediato di inserimento e allo stesso tempo non permette di acquisire quegli strumenti e capacità che possano tornare utili nell’arco dell’intera vita lavorativa.Ma arriviamo alla questione italiana rispetto alla quale, sempre nel video, viene precisato che un laureato su tre non trova un posto di lavoro. «E quello che trova, spesso, non è confacente alla qualità della laurea che ha preso. E poi abbiamo anche un boom di emigrati italiani giovani, under 40: questi ragazzi fanno le valigie perché non trovano un futuro in Italia». Ed è proprio qui che parte la critica a Renzi. «Ma, ovviamente, queste cose Matteo Renzi non le vede. Renzi è troppo impegnato a fare da sponsor al suo amico Marchionne, è troppo abituato a stringere le mani dei potenti: uno su tutti è De Benedetti, patron di Repubblica. Ovviamente queste realtà del Paese reale, Matteo Renzi non le vede. Pazienza per lui, ma soprattutto è una tragedia per Paese».

Sono in molti sul web a pensarla come Paragone: il suo video ha raccolto una pioggia di commenti di appoggio a quanto dichiarato dal giornalista, ma anche tanti sfoghi da parte di persone indignate. «Renzi non rappresenta il Paese, Renzi fa solo gli interessi suoi. Ma dove cavolo vede che l’Italia si sta riprendendo? Ma ci prendi in giro?». Di seguito si legge: «Renzi servo dei soliti potenti di turno che hanno portato l’Italia al disastro». C’è anche chi commenta ironizzando. «Le grandi intuizioni di Matteo – si legge in un post, dove si vede la fotografia del Premier che afferma quanto riportato qui di seguito -: “Per risolvere il problema della disoccupazione, basterebbe che tutti trovassero un lavoro”».