Roma, 11 mar. (Apcom) – La ripresa economica nell’area euro va
avanti, rileva la Banca centrale europea nel suo ultimo bollettino mensile, tuttavia appare destinata a procedere in maniera “discontinua”, e con ritmi di crescita “modesti” in un contesto “caratterizzato da perdurante incertezza”. Nel frattempo l’istituzione di Francoforte si attende che l’inflazione resti contenuta e in questo contesto “l’attuale livello dei tassi continua ad essere adeguato”. La scorsa settimana, nella riunione di inizio mese, il Consiglio direttivo della Bce ha confermato il principale riferimento sul costo del danaro di Eurolandia all’1 per cento, minimo storico.
Allo stesso tempo ha invece deciso di proseguire con una graduale rimozione delle misure supplementari espansive volte a contrastare la crisi, che fanno leva su liquidità concesse alle banche a condizioni particolarmente favorevoli. La Bce avverte che seguiterà a erogare alle banche liquidità abbondanti, ma allo stesso tempo vuole evitare “distorsioni connesse al mantenimento di misure non convenzionali oltre il necessario”.
I paesi dell’Unione monetaria devono attenersi rigorosamente agli impegni presi sul risanamento dei conti pubblici: bisogna preservare la fiducia sulla sostenibilità dei bilanci, avverte la Banca centrale europea, e scongiurare i rischi di un “effetto propagazione” su tutta l’area euro, che si può innescare a seguito del “drastico peggioramento” dei deficit. Quanto alla
Grecia – il paese che assieme all’Irlanda ha accusato il peggiore disavanzo di bilancio nel 2009 – la Bce esprime valutazioni positive sul fatto che le misure “concrete” di risanamento previste sul 2010 prospettino tagli alla spesa, ma rileva che al momento il suo programma “non prevede alcun intervento dettagliato relativo al periodo 2011-2013”.
In generale “il drastico peggioramento degli squilibri di bilancio dei paesi dell’area minaccia la sostenibilità delle finanze pubbliche – avverte l’istituzione di Francoforte nel suo ultimo bollettino mensile – ed è fonte di preoccupazione”. Per questo in molti stati servono “sforzi di risanamento ambiziosi – si legge – fondati su interventi strutturali credibili e definiti, con particolare attenzione alle riforme della spesa”.
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