Roma, 5 mar. (Apcom) – La Banca centrale europea torna a ridurre
i tassi di interesse, spingendosi a livelli mai visti prima
mentre il deterioramento dell’economia nell’area euro non sembra
arrestarsi. Un nuovo taglio da mezzo punto percentuale, secondo
quanto deciso dal Consiglio direttivo riunito oggi a Francoforte,
con cui il principale riferimento sul costo del danaro
nell’Unione monetaria scende all’1,5 per cento, nuovo minimo nei
10 anni di storia della Bce.
Ridotti di mezzo punto anche il tasso sulle operazioni di
rifinanziamento marginali, al 2,5 per cento, e quello sui
depositi tenuti dalle banche commerciali presso la stessa Bce,
allo 0,5 per cento. Una mossa in linea con le attese di mercati e
analisti.
Proprio oggi Eurostat ha confermato la pesante contrazione
accusata dal Pil dell’eurozona sugli ultimi tre mesi del 2008:
meno 1,5 per cento dal trimestre precedente.
Ma son stati rivisti in peggio sia i dati sui consumi, calati
dello 0,9 per cento, sia quelli sull’export, crollato del 7,3 per
cento.
E l’inizio del nuovo anno non ha finora mostrato segnali di
ripresa, anzi. Una delle indagini più recenti sulla situazione
delle imprese, l’indice sui responsabili degli acquisti di
febbraio ha segnato un nuovo minimo storico dell’attività a
febbraio, con chiare ricadute sull’occupazione. Oggi l’agenzia di
statistica della Germania, prima economia dell’area euro, ha
riferito di un inatteso calo dei consumi a gennaio, mentre nei
giorni scorsi il governo francese aveva rilevato un forte aumento
sul numero di disoccupati per l’inizio del 2009.
Oggi stesso la Bce potrebbe comunicare nuove revisioni
peggiorative sulle sue stime per i Pil dei mesi a venire.
Archiviata come da attese la decisione sui tassi, l’attenzione si
sposta sulla consueta conferenza stampa del presidente
Jean-Claude Trichet, alle 14.30, che oltre ad illustrare le
decisioni del Consiglio dovrebbe rivelare l’aggiornamento
trimestrale delle previsioni dei tecnici dell’Eurotower su
economia e prezzi.
Dopo aver effettuato quattro tagli consecutivi, il mese scorso
la Bce aveva interrotto la sua manovra espansiva sui tassi,
confermandoli al 2 per cento. Ma già in quell’occasione Trichet
aveva aperto la porta a altre riduzioni. Oggi si cercheranno di
cogliere possibili indicazioni su quanto ancora l’istituzione
monetaria potrebbe spingersi con eventuali tagli.
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