"Bene togliere le antenneMa prima fate i parcheggi"

VARESE «Le antenne? Togliamole tutte e mettiamone una sola che garantisca il campo dei cellulari». così Don Angelo Corno ribadisce la sua posizione verso il borgo del Sacro Monte. «Parlo a nome mio, dei trecento abitanti e dei numerosi pellegrini». Secondo il don, infatti, è inammissibile che i fedeli arrivino sulla cima del monte e non abbiano la possibilità di utilizzare il cellulare. Non c’è nemmeno una cabina telefonica. «Se qualcuno si sente male, cosa deve fare?». Il numero di antenne, secondo il don è in continuo aumento. «Ne ho vista qualcuna in più alla prima cappella e non lontano dall’hotel campo dei fiori. Sicuramente servono per far cassa a chi ha affittato. Ma sono inquinanti ed esteticamente non stanno bene. Fossero necessarie le tollererei». Quello dell’assenza di  campo del telefonino, che ogni tanto intercetta la rete svizzera con tutti i disagi del caso, è solo uno dei tanti problemi del borgo. Nella lista delle priorità ci sono i parcheggi (carenti), i mezzi pubblici (poco sfruttati) e gli interventi di pulizia (sempre più scarsi). <+G_TONDO>«Ad averla vinta è stata la mancanza di buon senso. Sono un po’ avvelenato con il comune. Sono stati fatti degli investimenti, ma i soldi sono stati spesi male, senza tener conto dei problemi del borgo.» Nell’occhio del ciclone ci sono “i pilomat”, le colonnine installate per impedire l’accesso in auto ai non residenti. «Si tratta di macchine e come tali possono rompersi. Oppure possono incastrarsi a causa della terra e del sale che vengono buttati sulle strade per la neve. Io sto aspettando solo il giorno in

cui qualcuno si sentirà male e non potrà scendere perché si troverà di fronte alla colonnina che non scende, per far partire una denuncia. Vorrei sapere se esiste qualche dispositivo di sblocco da azionare in caso di guasto». Nel frattempo, però, non sono ancora in funzione. E poi la conclusione: «Sembra che le stiano pensando tutte per isolare gli abitanti del borgo e per ostacolare la salita dei turisti. Chi abita qui ha diritto di arrivarci, anche quando nevica».<+G_TONDO>Secondo Don Corno la riqualificazione del borgo passa per la costruzione dei parcheggi sulla cima del monte. O in alternativa a valle, collegati al santuario con un navetta gratuita. «I quarantasette parcheggi “gialli” esclusivamente a disposizione dei 300 abitanti sono inutili, considerando che sono solo 17 quelli che hanno una macchina.» Anche la sosta di due ore è sotto accusa: «Poco tempo per chi viene a messa e poi si vuole fermare a mangiare qualcosa ai ristoranti, oppure per chi vuole organizzare un battesimo o un matrimonio». Il parcheggio, secondo don Angelo, dovrebbe essere realizzato in un’area adiacente al cimitero, in cui attualmente sono depositate macerie. «Sarebbero sufficienti 150 posti auto». La soluzione di potenziare il trasporto pubblico è da favorire «a patto che i mezzi siano economici e arrivino il più vicino possibile al santuario». La funicolare è scomoda perché dalla stazione di arrivo al santuario occorre fare un tratto di salita ripida con pendenza del 20%. «Per molti anziani è off limits». Don Corno è disposto a donare una parte dei terreni per la realizzazione di una scala mobile gratuita. Basterà?Adriana Morlacchi

e.marletta

© riproduzione riservata

Aggiungi La Provincia di Varese tra le fonti preferite su Google