Roma, 11 feb. (Apcom) – “Sarebbe meglio parlarsi, invece che
comunicare attraverso i quotidiani”. Silvio Berlusconi era appena
entrato nello studio di Gianfranco Fini, dopo giorni di polemiche
e ‘l’offensiva’ a mezzo stampa che il Presidente della Camera
aveva consegnato ai giornali di oggi. La battuta era d’obbligo,
per il Cavaliere, ma rappresentava anche un modo per rompere il
ghiaccio dopo una settimana quantomeno difficile nei rapporti con
l’ex leader di An, soprattutto a causa dell’escalation fra
Palazzo Chigi e il Quirinale. E il Quirinale, il rapporto fra il
Cavaliere e Giorgio Napolitano, ha occupato buona parte di un
colloquio che i due leader hanno voluto si svolgesse
principalmente a quattr’occhi.
Fini, sul punto, non ha arretrato, così come d’altra parte il
premier. Secondo il Presidente della Camera la “tragica vicenda
Englaro” non giustificava i toni e “le asprezze” spesi dal
centrodestra nei confronti del Colle. “Te lo ripeto: non ho
condiviso la scelta di andare avanti comunque sul decreto – ha
rimarcato Fini – non ho condiviso e deploro lo scontro
istituzionale che ne è nato. E’ così oggi, sarà così in futuro”.
Ma anche Berlusconi, nei venticinque minuti di faccia a faccia, non ha cambiato idea. Per il premier, viene riferito, è stata infatti “corretta” (anche proceduralmente) la scelta del governo di far perno da subito sul decreto e “giusto” il tentativo di salvare Eluana riponendo “le ultime speranze” in “una corsa contro il tempo” con un disegno di
legge su un tema che alla fine, pian piano che sono scemate le polemiche, tutte le forze politiche “stanno dimostrando di voler affrontare”. E, lontano da taccuini e microfoni di giornalisti “che vogliono enfatizzare spaccature e scontri a tutti i costi”, avrebbe ribadito la sua “profonda” convinzione che considera “incomprensibile” la volontà di chi quel decreto lo ha stoppato.
I due si parlano poco, è noto, per questo entrambi gli staff
rimarcano con soddisfazione il colloquio odierno e assicurano che
si trasformerà – come già promesso nel pranzo ‘riparatore’ di
gennaio – in prassi consolidata. Tanto da darsi appuntamento ad
un incontro che si terrà “prestissimo”, appena si riuscirà a
incastrare le agende dei due leader. Forse già la prossima
settimana. In tempo utile, almeno questa volta, per evitare
possibili attriti e incomprensioni a mezzo stampa su un terreno
altrettanto minato: il futuro assetto della Rai.
Tom/Pda
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