VARESE Un summit, il primo dopo l’«incoronazione» del premier a leader del nuovo Popolo della Libertà. Appuntamento come ogni lunedì a villa San Martino di Arcore per guardare in faccia l’alleato-amico Umberto Bossi, smussare i toni da congresso E far tornare insieme, il Capo e Silvio Berlusconi, la quadra degli accordi e delle nomine. È lì, nel corso di una cena-fiume tra i vertici del Carroccio e i maggiorenti del Pdl, che s’è deciso «chi-guiderà-cosa» alle prossime elezioni. E quasi certamente lì, deve essere stato scelto anche chi avrà il compito di scarrozzare Fiera Milano Spa
fin sulla soglia dell’appuntamento con l’Expo 2015: conferma ormai quasi scontata, e anticipata dai boatos mediatici, per il milanese Michele Perini, che resterà presidente. Nomina che sa di consenso pieno tra le file leghiste (da settimane in pressing per un posto strategico in Fiera) per Attilio Fontana, sindaco di Varese e, dal 16 aprile prossimo, vicepresidente vicario del colosso di piazzale Carlo Magno, l’operatore fieristico quotato in borsa dal 12 dicembre 2002 che tira la marcia di un gruppo di società coinvolte nella gestione di spazi espositivi e nell’organizzazione delle più importanti fiere d’Italia.
Vicepresidente, dunque. Ma vicario. Ed è questa la parola chiave perché, statuto alla mano, assente Perini sarà Fontana a reggere le sorti di un centro espositivo di 345 mila metri quadrati coperti e 60 mila all’aperto e della storica depandance milanese da 40 mila metri quadrati.
«Sì, effettivamente dovrò convincermi a fare sempre meno l’avvocato» commenta l’interessato, soddisfatto d’aver visto tradotte in indicazione politica ferma il balletto di nomi che, nei giorni scorsi, aveva annoverato tra i papabili alla poltrona anche l’ex presidente di Villa Recalcati, il parlamentare bustocco Marco Reguzzoni.
Niente da fare per lui, l’accordo è arrivato, ma su Fontana. Almeno per quanto concerne la corazzata operativa. Sulla Fondazione, cassaforte erogatrice dei 755 milioni di euro necessari per mettere in cantiere il polo fieristico di Rho-Pero, c’è tempo fino a ottobre. Prospettive? Fontana frena: «In Comune continuerò a operare come ho sempre fatto e non cederò deleghe», premette. E sulla Fiera? «Continueremo nel solco del lavoro svolto fino ad oggi
dal presidente Perini e dal suo Cda (Carlo Edoardo Valli, Carlo Sangalli, Renato Borghi, Giovanni Deodato, Francesco Milone, Romeo Robiglio e Fabrizio Viola, ndr) e cercherò di valorizzare il ruolo di Varese e della sua provincia soprattutto in prospettiva dell’Expo».Il resto verrà, anche grazie alla sintonia e alla conoscenza personale con Perini. E alla certezza che «bisognerà dare il massimo impulso a nuove iniziative, sfruttando appieno le potenzialità di questo territorio».Sara Bartolini
s.bartolini
© riproduzione riservata













