VARESE (lr) La settimana scorsa a Pontida il Senatur aveva bloccato il coro «secessione – secessione», che si era alzato spontaneo dalla platea di fedelissimi, ma l’altra sera alla festa della Lega di Ternate è tornato sulla questione con toni differenti: «Noi siamo destinati a veder nascere la Padania, non c’è santo che tenga – ha detto – sta a noi se farla in maniera pacifica o violenta: io preferisco la via pacifica, perché per l’altra via c’è sempre tempo a utilizzarla, ma ora bisogna portare a casa il più possibile in Parlamento».«Noi stiamo lavorando da anni nelle istituzioni per ottenere un federalismo vero, a cominciare da quello fiscale che spero potrà essere completato entro l’estate prossima», commenta il senatore lumbard Fabio Rizzi che però non ignora gli interventi, anche da parte degli alleati di governo, che di fatto ostacolano il percorso verso il federalismo spinto dalla Lega. «Bossi continua a lavorare, da ministro ad esempio ha proposto di decentrare tre ministeri in altrettante città del Nord. Chi ci ostacola però deve stare attento – avverte Rizzi – perché il popolo del Nord non è il solo a voler
combattere contro il centralismo di Roma. Sto seguendo molto da vicino la Sardegna e ho scoperto che anche il Sud ha voglia di maggiore indipendenza e, se la strada del federalismo venisse interrotta o resa impraticabile, il popolo del Nord non sarebbe l’unico ad opporsi».Insomma i leghisti non mollano: la Padania in qualche modo deve nascere: o con un progressivo rafforzamento delle autonomie locali, oppure «in maniera violenta», tanto per citare Bossi. Ma non è contraddittorio tenere in piedi entrambi i percorsi? «Assolutamente no – risponde il senatore Giuseppe Leoni, leghista della prima ora, interpretando il pensiero dei militanti di partito – Io sono al servizio del movimento, come sempre, e credo nelle dichiarazioni del leader». E i varesini, ci credono davvero alla Padania? Lo abbiamo chiesto ai nostri lettori lanciando un sondaggio e per ora a rispondere affermativamente è il 40% di voi, contro un 60% di scettici. Per l’altro sondaggio, lanciato settimana scorsa cui per ora hanno risposto un migliaio di persone, tre cittadini su quattro preferirebbero avere la cittadinanza svizzera piuttosto che quella italiana. Che il cantone sia più seducente della Padania? Continuate a votare.
s.bartolini
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