Botti sequestrati: Varese ha rischiato

Botti sequestrati: Varese ha rischiato
Polizia locale in azione nella notte di Capodanno. Due “torte” e diversi fuochi il bilancio del blitz. Un esercente li aveva piazza in piazza Marsala, ma la vicinanza del Bernascone era un pericolo

– Anche ai varesini piace esagerare. Nella notte di Capodanno, a Varese, la polizia locale ha sequestrato alcuni super-botti, impedendo che qualcuno corresse il rischio di farsi male. Nello specifico, sono state sequestrate due “torte” con quaranta botti per pacco e altri fuochi. Si tratta di botti la cui vendita non è vietata, ma che sono particolarmente assordanti e che su suolo pubblico possono essere sparati solo con l’autorizzazione

del Comune.Il piccolo ”arsenale” era stato posizionato dal titolare di un pubblico esercizio, in piazza Marsala, nei pressi di via Cimarosa, vicino al battistero e al campanile del Bernascone. Una posizione che rappresentava un ulteriore pericolo perché molti di quei botti non possono essere sparati vicino a edifici. Al pericolo di rimanere feriti dalla violenza degli scoppi, si è sommato dunque il rischio di danneggiare i monumenti simbolo della città.

Petardi di quel tipo vanno sparati a una distanza minima di 50 metri dalle abitazioni anche per evitare il rischio di colpire vetri o entrare nelle finestre.
Per fortuna la polizia locale – che era in centro Varese con due pattuglie – ha ricevuto una segnalazione e, proprio a mezzanotte, sullo scoppiare dei primi botti proibiti, è entrata in azione.
In piazza Monte Grappa c’era una grande festa di piazza, dove però tutto si manteneva sotto controllo. Una pattuglia, allarmata da movimenti sospetti, si è defilata dalla festa e si è recata nei pressi del battistero. Lì ha trovato questi botti già posizionati sulla via di pubblico passaggio, in un contesto che doveva assomigliare a certe spiagge in estate, quando gli artificieri si preparano a sparare i fuochi d’artificio e la gente deve mantenersi a una certa distanza, con le mani sulle orecchie.
“Bombe” del genere, a Varese, fino al 31 gennaio scorso, erano state viste in poche occasioni.
I vigili hanno appurato che sulle scatole ci fossero tutte le indicazioni richieste per commerciare un prodotto di quel tipo, ma hanno sequestrato il materiale potenzialmente pericoloso in quanto sprovvisto delle autorizzazioni per essere usato in luogo pubblico.
Il proprietario dei fuochi, dalla sua, si sarebbe detto completamente ignaro degli obblighi di legge. Pare anche che il materiale gli fosse stato regalato.

L’intervento ha scongiurato che qualcuno si facesse male. A rischio c’erano sia gli artificieri, sia i pedoni, che sarebbero passati attraverso a una “sassaiola pirotecnica”.
Il fatto è stato denunciato in Procura.
Molte città italiane quest’anno hanno vietato i botti, responsabili di provocare un gran numero di feriti. Varese ha preferito dire di usare la testa e la prudenza, ma non ha imposto alla movida dell’ultimo dell’anno particolari divieti. Ad eccezione dell’ordinanza emessa per limitare l’utilizzo di bottiglie e bicchieri di vetro nel comparto di piazza Monte Grappa.
È vero che il bilancio della notte di Capodanno è stato positivo e che nessuno si è fatto male, ma forse qualche rischio è stato corso. Cosa deciderà il Comune il prossimo anno? Adotterà ancora la linea morbida, oppure introdurrà le ordinanze anti botti?

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