Nei giorni scorsi le congiunturali degli operatori economici del nostro territorio hanno messo in luce una timida ripresa del mondo produttivo. Ed oggi, il presidente degli Industriali varesini, Giovanni Brugnoli, torna proprio sui quei segnali di ripresa «perché non vadano sprecati».
Si tratta ancora, sottolinea Brugnoli «di segnali deboli, che non portano ancora a ritenere di essere giunti alla svolta. Però sono segnali univoci e concomitanti e ciò induce a guardare al prossimo futuro con una ragionevole speranza». Segnali che inducono «ad un certo ottimismo, più nelle aspettative per i prossimi mesi» sottolinea il presidente di Univa.
Qualche ordine in più, qualche miglioramento nei livelli produttivi, anche se «tutto ciò non deve assolutamente indurci né a facili ottimismi, né ad abbassare la guardia rispetto ai grandi problemi strutturali che rendono debole il nostro sistema-paese» ricorda Brugnoli.
È ancora la spia rossa e lampeggiante accesa sul fronte dell’occupazione a destare preoccupazione: «Abbiamo una perdurante situazione di sofferenza sul fronte occupazionale, in particolare nella fascia giovanile – ricorda Brugnoli -, quel dato del 39,1% di giovani senza lavoro nella fascia tra i 15 e 24 anni deve spronarci tutti a fare tutto quanto è nelle nostre possibilità per evitare che una generazione rischi di rimanere inattiva per chissà quanto tempo, con le drammatiche conseguenze sociali che ne deriverebbero». E allora «le riforme tanto attese non possono più tardare: dobbiamo dare segnali inequivocabili della nostra volontà di riprenderci, di non voler scivolare verso il declino. Dovranno essere segnali credibili, non pannicelli caldi».
Alle imprese tocca la responsabilità di riuscire a resistere sottolinea il presidente, «al mondo politico, alla pubblica amministrazione, agli enti locali, al sistema del credito, a tutti i soggetti che operano a vario titolo sul territorio spetta il compito di accompagnare adeguatamente le attività economiche in questa delicata fase di transizione». Predisponendo un terreno fertile «perché il seme della ripresa possa germogliare. Perché ove il territorio non sappia rispondere in maniera adeguata, ci sarebbe il serio rischio che anche una provincia virtuosa come quella varesina possa andare incontro a situazioni sociali spiacevoli».
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