VARESE Quando ormai si pensava che il più fosse passato, l’ultima ondata di pioggia ha allagato la città, fortunatamente senza particolari disagi.
Nella giornata di martedì sono caduti 48 millimetri di pioggia.
I tombini della città, in molti casi, non sono riusciti ad assorbire tutta questa acqua piovana. Sulle strade si sono create grosse pozzanghere.
Davanti alle Ferrovie Nord di Varese, per esempio, si è formata una vera e propria piscina impossibile da attraversare, tanto che l’ingresso più usato – quello che porta direttamente sulla banchina del treno – era off-limts.
La pozza è stata delimitata, dove possibile, con un nastro rosso e bianco. I gestori del bar della stazione, servendosi del moccio, hanno tentato di spingere l’acqua nei tombini. Per i pedoni è stata allestita una passatoia di fortuna con pallet di legno. L’allagamento ha interessato la corsia dei taxi che sono finiti a mollo fino a metà delle ruote.
«Succede tutte le volte che piove – dicono Albano Pirovano e Marco Isipatto, del bar della stazione – Secondo noi si è arrivato a questo perché le radici di un albero sono cresciute così tanto da invadere il tombino, cosa che impedisce all’acqua di defluire. Incredibile che non si faccia nulla per risolvere questo problema».
L’asfalto delle strade della città ha cominciato a creparsi. In viale Europa e in viale Aguggiari si sono aperte delle vere e proprie voragini profonde anche cinque centimetri. In viale Milano e in via Aldo Moro si segnalano crepe molto profonde, che sono state prontamente segnalate dall’ufficio strade del Comune. Nel pomeriggio, è stato portato a termine un importante intervento sul fiume Bevera, in via Cà Bassa. Per
consentire lo svolgimento dell’intervento, il comandante della polizia locale ha autorizzato il passaggio delle auto a senso alternato su via Ca’ Bassa. Le guardie ecologiche hanno regolato il traffico. L’operazione è durata dalle 14.15 alle 17, poi tutto è tornato alla normalità. Oggi Stefano Clerici, assessore alla tutela ambientale del comune, andrà a verificare se, davvero, l’allagamento alla stazione Nord dipenda dalle radici di una pianta.
FAdriana Morlacchi
j.bianchi
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