BUSTO ARSIZIO Violenza privata, minacce e danneggiamento: è finita così la vicenda iniziata domenica scorsa in via Costa a Busto che ha visto protagonista un quarantenne reo di aver segregato in casa la figlioletta di 15 mesi. I risvolti rivelano un quadro quantomeno strano e certamente non salutare per la piccola, di fatto affidata a una comunità protetta data la situazione sbrogliata dagli agenti del commissariato di polizia di Busto.I poliziotti sono stati la chiave di volta del fatto. Il padre si era barricato in casa con la piccola e rifiutava di aprire la porta al nono e alla zia della bimba. Temeva, a torto, che qualcuno volesse portargli via la figlia dopo che
la compagna e madre era stata ricoverata qualche giorno prima nel reparto di psichiatria dell’ospedale di Busto Arsizio. Comunque per sfuggire la mondo esterno si sarebbe barricato in casa domenica evitando di rispondere e ad aprire ai familiari che hanno allertato polizia e vigili del fuoco. Gli agenti sono stati encomiabili: parlando al quarantenne per poco meno di un’oretta l’hanno convinto ad aprire evitando interventi invasivi che avrebbero potuto spaventare la piccola.Quando sono entrati in casa lo spettacolo è stato raccapricciante: sporcizia ovunque, piatti incrostati con avanzi di cibo vecchi di giorni, polvere, disordine con vestiti sparsi, ma anche inquietanti rettili, tra lucertole e serpenti, che sibilavano da teche in vetro sparse in tutta l’abitazione.
f.artina
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