Busto Arsizio Li osservi prima di entrare in camerino, allegri, curiosi, con i grembiulini neri a coprire l’abbigliamento multicolore. Li rivedi dopo, in un’immagine seppiata, con gonne ampie e cappelli con i nastri, oppure gilet e papillon, e scopri la suggestione della fotografia. Due classi delle scuole Tommaseo hanno partecipato ieri mattina a un laboratorio organizzato dall’atelier la Fata Porpora, in collaborazione con l’amministrazione comunale, a Palazzo Marliani Cicogna, sede della mostra dedicata al fotografo Menotti Paracchi, e hanno fatto un salto indietro nel tempo.L’idea era quella di far rivivere la tradizione, tipica di inizio Novecento, di realizzare i ritratti nell’atelier del fotografo, indossando il vestito buono e magari dopo aver fatto visita al parrucchiere o al barbiere. Una volta abbigliati in stile ventesimo secolo, i bambini sono stati divisi in piccoli gruppi e messi in posa davanti a un fondale, con la raccomandazione di non sorridere. Potere dell’obiettivo, o grande capacità di immedesimazione, i
giovanissimi protagonisti sono entrati perfettamente nella parte, seri e concentrati, pronti a ingannare chiunque, non fosse stato per le immancabili scarpe da ginnastica che spuntavano sotto abiti e pantaloni.«I bambini amano travestirsi – racconta la Fata Porpora, alias Stefania Pellegatta – ho fatto una ricerca iconografica e poi ho noleggiato alcuni costumi. L’AFI ha messo a disposizione fondale, faretti e naturalmente la sedia di legno che compare negli scatti originali». Viene spontaneo domandarsi se agli scolari rimarrà solamente il ricordo di un’esperienza divertente o se rifletteranno sulla nozione di “tempo”. «Si tratta di un vero e proprio laboratorio didattico – spiega Guendalina Cuccuzza – il gioco è uno strumento per comunicare il concetto di memoria, di recupero delle tradizioni. Si impara facendo, sperimentando, la convalida delle informazioni avviene in seguito, con la visita all’esposizione. In questo modo capiscono che il passato non è morto, ma può rivivere». Anche con le scarpe da ginnastica ai piedi.Emilia Carnaghi
f.artina
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