Busto declassata dall’agenzia Fitch Farioli: «Paghiamo la crisi italiana»

BUSTO ARSIZIO Fitch declassa anche Busto Arsizio: il rating del Comune scende al livello A-. Colpa della crisi del debito sovrano, secondo gli analisti dell’agenzia di rating. «Siamo solidi, ma questa notizia ci dà uno stimolo a fare meglio», commenta il sindaco Gigi Farioli.

Mentre a Busto impazza il dibattito sullalternativa tra tagli alle spese e nuove tasse, la celebre agenzia Fitch emette il suo verdetto sulla solidità degli enti pubblici. Per il Comune di Busto Arsizio sono dolori: scende il rating di lungo periodo, da A ad A-; scendono le prospettive, l’outlook da positivo diventa negativo; scende il rating di breve periodo, da F1 a F2. Filotto negativo che gli analisti dell’agenzia attribuiscono alla caduta della valutazione del Paese.

«Un’azione seguita unicamente alla riduzione del rating dell’Italia – precisano gli analisti di Fitch Alessandro Musto e Danilo Quattromani – Prima delle turbolenze del mercato, che si sono trascinate a cascata sugli enti locali, nel gennaio 2011 Busto Arsizio aveva confermato la propria A, ma con prospettive positive che facevano pensare a un upgrade ad A+ nel giro di uno-due anni. Invece, venendo giù il quadro nazionale, anche i Comuni, che dipendono dai trasferimenti statali, sono più vulnerabili».

Insieme a Busto, la tornata di declassamenti coinvolge una lunga serie di enti, molti accomunati dalla retrocessione al grado di A-: per esempio Milano, Napoli e la Provincia di Varese. Secondo gli analisti Busto non sarebbe stata declassata senza il downgrade dell’Italia, «grazie a elementi positivi come riduzione del debito, margini solidi, una grande azione di riscossione di Tarsu e tributi, investimenti finanziati con risorse proprie».
Il sindaco Farioli la prende con filosofia: «Notizia negativa, che però allo stesso tempo conferma la solidità di Busto in un Paese che ha perso credibilità. Ci responsabilizza ancor di più, nel momento in cui cerchiamo di ridurre l’impatto della manovra di bilancio sulle famiglie e sulle imprese». Il bicchiere del rating è mezzo pieno: «Fa rabbia precipitare in una situazione di difficoltà per demeriti altrui, ma allo stesso tempo dimostra che la strada intrapresa era giusta e probabilmente, se non fosse stata percorsa a suo tempo, avrebbe prodotto effetti ben peggiori».

Andrea Aliverti

s.affolti

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