BUSTO ARSIZIO Quattro indagati, ancora nessuna certezza.
Cinque minuti dopo le 7 del 3 dicembre 2009 un boato destava la comunità di Borsano: una fuga di gas rase praticamente al suolo metà del caseggiato che si affacciava al civico 7 di via San Pietro.
L’esplosione lasciò sul campo due morti: due giovani Stefania Zhu, 19 anni, di origine cinese che in via San Pietro viveva con la famiglia, e Andrea Rosignoli, 30 anni, originario di Pogliano Milanese che da meno di un anno viveva nell’appartamento di Borsano.
Il 30 agosto 2011 il pubblico ministero Silvia Isidori ha chiuso l’inchiesta per disastro colposo aperta subito dopo il fatto. Sono quattro gli indagati ai quali è stato notificato l’avviso di conclusione delle indagini: uno in più rispetto a quando le indagini, condotte dalla polizia, presero l’avvio. Oltre ai due tecnici Agesp che la notte prima della
tragedia restarono sino all’una in via San Pietro perché chiamati dai residenti destati da una fortissima puzza di gas, il loro diretto superiore in Agesp che a detta dei due vietò loro di chiamare i vigili del fuoco per un ulteriore controllo, e il tecnico dell’azienda privata (non Agesp quindi) che ha allacciato la caldaia di Rosignoli.
OGGI I PEZZI E LE TESTIMONIANZE
m.lualdi
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