BUSTO ARSIZIO A tavola chi vince? I cugini liguri o anche i bustocchi sanno difendere le proprie tradizioni?
Il dibattito nasce dal (frequentato) viaggio enogastronomico organizzato da Slow Food nel negozio Bontà ed Equità di via Lonate: assolute protagoniste sono state le specialità liguri. E i legami si vedono, anzi si gustano.
«Sono entrambe cucine povere – risponde il vignettista Tiziano Riverso, frequentatore abituale del Ponente – di pescatori e contadini. Piatti semplici ma elaborati e saporiti, come lo sono i nostri brusciti o la rustisciada». C’è un’associazione che ogni anno realizza il Campionato mondiale di Pesto Genovese al Mortaio: un evento originale e molto partecipato
per fare conoscere il prodotto tipico: «Anche a Busto abbiamo il Magistero dei Bruscitti che svolge un ruolo importante – spiega Riverso – ma nonostante ciò, si fatica a fare conoscere il piatto della nostra tradizione fuori dai confini provinciali e regionale. Eppure è un piatto dalle grandi potenzialità con una lunga storia da esportare».
La consigliera regionale della Lega, Luciana Ruffinelli ci ha messo del suo nelle sue trasferte liguri: «Un agosto ho invitato degli amici nella nostra casa a Sanremo e ho servito loro un bel piatto fumante di polenta e brusciti – racconta la consigliera – forse il periodo non era il più indicati ma vi assicuro che hanno apprezzato».
Anche il presidente del Magistero dei Bruscitti Ernani Ferrario è un assiduo frequentatore della Liguria: è lui ogni, ogni anno, a preparare il grande pranzo di Ferragosto alla Colonia Elioterapica. «Per non offendere nessuno – racconta sempre Luciana Ruffinelli – prepara un piatto spagnolo: la paella». Altro abituale frequentatore della terra di Levante e Ponente, è lo storico Luigi Giavini che con i suoi libri ha portato la storia delle nostre tradizioni culinarie al di fuori dei confini regionali: «In comune abbiamo il pane con l’uva».
m.lualdi
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