Busto ha il suo nonno Libero Un secolo «perché senza patente»

BUSTO ARSIZIO Non è solo un traguardo rosa: Libero Malusardi, bustocco di origini lodigiane, è il cittadino (maschio) più longevo di Busto Arsizio. Ieri ha spento 100 candeline, circondato da familiari, amici ed ex dipendenti: un traguardo che “Nonno Libero” –  così  è conosciuto in tutto il suo quartiere  – ha raggiunto mantenendosi in piena forma e in perfetta salute. Ed è stato festeggiato al museo del Tessile.

Sorridente e chiacchierone, il centenario non dimostra per nulla la sua età.
E quando gli domandiamo il segreto, risponde con un sorriso: «Non ho mai preso la patente. Sarà per questo – esclama  – Ho camminato tanto;  dove potevo andavo a piedi o in bicicletta, altrimenti c’era il treno».

Sua moglie è mancata un mese prima dei 60 anni di matrimonio: «Ci siamo sempre voluti bene – racconta – mi ha regalato la felicità». Oltre che due figli, un maschio e una femmina, e una nipote.

Libero Malusardi è nato a Lodi il 9 maggio 1912 e vive in città, al civico 8 di via Cardinal Ferrari, dal 1936: «Sono arrivato a Busto in cerca di lavoro – racconta il centenario –   in ogni cortile si sentiva il rumore dei telai in attività; c’era  grande fermento. Anche oggi però la trovo una città bellissima e riposante».

Poi è arrivata la guerra e Libero è stato spedito in Albania dove fu ferito ad un braccio: «Non lo muovo ancora bene, ma poteva andarmi peggio», dice il supernonno. 

  Fu il primo direttore di “Mondoplastico”, l’azienda   specializzata nella produzione di film in Pvc fondata nel 1949 da Paolo Della Bella, Angelo Langè ed Augusto Schapira.

m.lualdi

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