INDUNO OLONA «Siamo qui, sacerdoti e fedeli delle diocesi di Lugano e di Milano, con la mamma, i fratelli, i parenti, per affidare il carissimo don Uberto Cozzi al Signore della vita, in questa chiesa parrocchiale del suo battesimo, della sua prima comunione, dei suoi anni giovanili e della sua prima messa». Così il prevosto emerito di Busto, monsignor Claudio Livetti, ha cominciato l’omelia del funerale del cappellano dell’istituto “La Provvidenza”, ieri a Induno Olona.
Collegandoli ai tre brani di Vangelo – l’istituzione dell’Eucarestia, la passione e morte di Gesù e la resurrezione – monsignor Livetti ha sottolineato gli aspetti principali della vita del sacerdote, morto venerdì a 51 anni. «La messa è stata il punto focale della sua spiritualità – ha affermato – amava la parola di Dio, meditata, pregata, annunciata con vigore e vissuta. Trasferì la passione eucaristica nella passione apostolica. Si è immedesimato nei problemi degli anziani, attuando il triplice passaggio: fare per loro, vivere con loro, essere come loro».
Don Uberto ha fatto «abbondantemente esperienza del dolore e della fatica. Nella sua vita pastorale ha incontrato contrasti e difficoltà, ha affrontato tantissime prove nella salute. Non ha mai fatto pesare i suoi malanni, non è venuto meno ai suoi doveri, non si è mai risparmiato».
Infine, don Uberto «è ancora con noi. La sua voce echeggia nelle due chiese della Provvidenza, con le parole dense di calore umano e di cultura teologica, attese e apprezzate da ospiti e parenti».
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