BUSTO ARSIZIO Cultura, quanto si può, e si vuole investire, di questi tempi?
La domanda la rivolge al consiglio comunale l’assessore alla partita Mario Crespi, nel corso del doppio dibattito sull’acquisizione del teatro Sociale e sulla destinazione della collezione Merlini. Le risposte però, invocate dal Pd nelle due interrogazioni, non arrivano, in assenza di certezze e decisioni da parte dell’esecutivo.
O meglio, sull’acquisto del teatro Sociale arriva il secco «no» del capogruppo leghista Francesco Speroni: «La cultura non finisce senza il Sociale ma il Comune non deve mettere milioni per una struttura non essenziale. Anche perché la destinazione del teatro è quella e quella rimane, non può diventare un supermercato o una discoteca». In linea con il sindaco emerito Gian Piero Rossi (Indipendenti): «Non è il tempo per fare acquisti, le priorità sono altre». E se l’assessore Crespi difende la scelta di trattare con la proprietà del teatro (anche se la convenzione da 130 mila euro annui, appena prolungata per un altro anno e mezzo, fa slittare il momento clou della “chiusura”), Erica D’Adda (Pd) ricorda «il deficit del Sociale da quasi 200 mila euro all’anno che va ad aggiungersi ai costi di acquisto e manutenzione».
SUL GIORNALE DI OGGI ANCHE LE RIFLESSIONI SU COLLEZIONE MERLINI, BUS E IL CASO STELLUTI
m.lualdi
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