BUSTO ARSIZIO Busto ha un desiderio (in omaggio al tema del Baff): godersi il suo festival. Una settimana – e più – magica che però non si esaurisce lì, e difatti la presentazione viene lanciata ormai dal “figlio” del Baff, ovvero l’Istituto cinematografico Michelangelo Antonioni, alla presenza del direttore Andrea W. Castellanza accanto al patron Gabriele Tosi, oltre che degli amministratori locali. E’ un festival che sostiene il cinema italiano, che richiama gli stranieri e che si conferma talent scout: perché ha osato da pioniere, puntare su stelle che ancora non splendevano e il tempo gli ha dato ragione.L’avvio ufficiale sarà sabato 2 aprile, già nel segno dei premi: perché a villa Calcaterra (ore 16.30) sfilerà il
concorso di sceneggiatura. E la sera largo alla star Michael Madsen (ma presto ci sarà anche Muccino), con proiezione de “Le iene” di Tarantino al Sociale. Premiazione subito bissata, domenica 3 con la prima edizione del premio Adriano Paganini al Manzoni, e qui già si vedono le diverse strade del Baff che si intrecciano. Cultura, sociale, fiducia nel territorio e nelle sue potenzialità di svelarsi e di leggere se stesso nello stesso tempo. Basti pensare al lavoro sull’affido che ha coinvolto l’Icma.Il Comune conferma il sostegno di 100 mila euro. Anzi il sindaco Farioli, intervenuto accanto all’assessore Fantinati, annuncia: altri 20 mila ne arriveranno se il Baff avrà successo, per istituire l’Anagrafe della Memoria.OGGI UNA PAGINA SUL GIORNALE
m.lualdi
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