Busto, studenti in concerto per ricordare don Isidoro

Busto Arsizio – La settimana dedicata al ricordo di don Isidoro Meschi è terminata con il tradizionale concerto degli allievi del liceo classico “Daniele Crespi”, svoltosi al teatro Sociale. La scelta di ricordare “don Lolo” con la melodia della musica è stato un omaggio del tutto coerente verso chi ha vissuto con il costante obiettivo di armonizzarsi con il prossimo, tramite le note dell’amore premuroso.

Cristina Boratti, dirigente del liceo Crespi, lo ricorda così: «sono ormai diciassette anni che ricordiamo don Isidoro con questo momento musicale. Il suo periodo d’insegnamento nella nostra scuola ha lasciato una traccia unica e profonda. I ragazzi attuali non l’hanno conosciuto. ma vivono nel suo ricordo. Oggi gli hanno voluto donare la loro arte musicale, quale segno di generosità e attenzione verso una persona che per loro rappresenta un modello di gratuità da imitare».

Mario Crespi, assessore alla cultura, si complimenta con i ragazzi per la qualità dello spettacolo: «mi sono appuntato diversi nomi degli artisti visti questa sera per coinvolgerli in future manifestazioni». Recentemente, monsignor Franco Agnesi aveva ricordato il sacerdote scomparso con queste parole: “ci ha lasciato lo spartito della vita, ora tocca a noi arrangiarlo con le musiche più belle”. Crespi si dice affascinato da tale descrizione: «sono parole bellissime che danno valore alla figura di questa grande persona e che riassumono tutta la sua preziosità».

Tra gli artisti della serata sentiamo Daniele Casamassima che si dichiara affascinato dalla figura di don Isidoro: «non ho avuto la fortuna di conoscere questa splendida persona, ma di lui mi è ha colpito la ferrea volontà di aiutare gli altri senza fare distinzioni e amando tutti con grande intensità». Contemporaneamente a questa serata si è svolta, presso “comunità giovanile”, la presentazione del libro:”don Isidoro Meschi, un prete felice”, scritto da Cristina Tessaro.

Dice la scrittrice : «di lui mi ha colpito la sua purezza estrema e la coerenza in quello che credeva, si è privato di tutto, affrontando il martirio, pur di non venire meno alla sua scelta». Da ultimo una frase, tratta dalla prefazione del libro, scritta dal cardinale Gianfranco Ravasi: “Il portamento, la finezza intellettuale, la profondità interiore lo facevano apparire spiritualmente aristocratico, attirato dai sentieri d’altura, mentre lui amava le strade sassose e sporche della sua città”. Crediamo che questa sia la sintesi perfetta per ricordare questo grande uomo.
Flavio Vergani

p.rossetti

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