BUSTO ARSIZIO Il carnevale è per tutti, ma tutti lo devono a loro: c’è una forza quasi inspiegabile che spinge i volontari della Famiglia Sinaghina a recarsi di sera in un capannone gelido e buio, dopo una giornata di lavoro, per preparare i carri allegorici.
È l’amore profondo per il carnevale, la passione che aiuta a superare una situazione diventata da qualche anno insostenibile: la struttura di piazza Leone XIII, destinata dal Comune ad ospitare la preparazione del carnevale, è ormai in condizioni drammatiche. Manca la corrente, gli intonaci sono scrostati, piove dentro. Qualcuno, nottetempo, entra e ruba qualche pezzo. Eppure, nonostante tutto, il carnevale si farà anche quest’anno: domenica 19 e sabato 25 febbraio, i carri con il Tarlisu e la Bumbasina sfileranno regolarmente lungo il viale della Gloria. Lauro Toia, sinaghino doc, pensa solo a far felici i bambini mentre disegna su un carro i volti di Topolino e Paperino: può contare soltanto sulla luce emanata dai fari di un’automobile parcheggiata lì vicino, perché la corrente elettrica, nel capannone, non c’è più da un pezzo.
E nei ricordi dei volontari riaffiora l’orgoglio per tante altre “opere” che hanno suscitato l’ammirazione di migliaia di concittadini di tutte le età. Ma il presidente della Famiglia Sinaghina Angelo Genoni non demorde: «Se siamo ancora qui, nonostante tutti i problemi e le vertenze, vuol dire che speriamo ancora che le cose possano cambiare – è il suo auspicio – Il vero problema è che in questi anni non c’è stato un ricambio».
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m.lualdi
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