Bye bye Fiera: chiusura a quota 40mila Gli espositori però masticano amaro

Bye bye Fiera: chiusura a quota 40mila
Gli espositori però masticano amaro

La fiera di Varese chiude con 40 mila presenze, come l’anno scorso. Ma tra gli espositori c’è scontento.

«La prossima volta vengo solo se voglio farmi del male – dice di Sweet and Chocolate – Siamo sempre stati presenti ad eccezione del 2013. Quest’anno non abbiamo capito se è cambiata la fiera o se sono cambiati i varesini. Su 10, 11 avevano il diabete, erano appena andati dal dentista o stavano facendo la dieta. Abbiamo venduto pochissimi dolci».

E c’è chi, fatti due conti, afferma aver incassato «il 20 per cento in meno dell’anno scorso», come del Caseificio Nuorese: «C’è stata poca gente, ma torneremo a Varese nella prossima edizione della fiera nella speranza che vada meglio». «È andata peggio dello scorso anno» fa eco, che vende salumi e panini.

E c’è anche chi getta la spugna: «Il prossimo anno non ci saremo più – dice della camiceria Garuffo, presente in 22 edizioni delle Fiera – È andata proprio male. Il biglietto di sei euro è sproporzionato, anzi dovrebbe essere gratuito. Dentro i capannoni fa troppo caldo, non circola l’aria e si sente ovunque odore di cibo. I costi per gli espositori sono troppo elevati. E poi è vergognoso che Varese abbia una “baraccopoli” e non una struttura dedicata alle fiere. Se l’ambiente è bello, anche gli stand sono belli. Ma qui passa la voglia anche di allestire».

«Ci aspettavamo qualcosa di meglio – afferma di Rex Energy – Giovedì è stato il giorno migliore grazie ai pensionati che entravano gratis e sono venuti in massa».

Contento invece che rimette in sesto i divani e che dice: «In questa epoca non si può più vendere e basta, bisogna fare qualcosa con le mani per essere richiesti dalla gente».

Soddisfazione da parte di , organizzatore della fiera: «Abbiamo lavorato bene. Siamo pronti a ripetere la fiera con VareseCavalli. Certo che avrebbero dovuto esserci più cavalli soprattutto nei giorni infrasettimanali. Ma per una edizione numero zero va bene, anche perché abbiamo organizzato tutto molto velocemente». Dalla sua di VareseCavalli ambisce a creare un format indipendente già dall’anno prossimo e dice: «In questa edizione abbiamo voluto portare interesse sul cavallo a Varese e ce l’abbiamo fatta».

«Bene soprattutto gli spettacoli serali che hanno registrato una media di 200 spettatori. Ho notato però che molti cittadini non sapevano della fiera nonostante la promozione fatta». Per concludere, la parola a , assessore al Commercio: «Il bilancio è positivo. Il mondo varesino delle associazioni, l’Asl e tante realtà si sono trasferite alla Schiranna per nove giorni».

«Ci sono stati convegni ad altissimo livello e i cavalli sono stati un valore aggiunto. C’erto, una volta si contavano 80-90 mila visitatori, ma adesso il momento storico è totalmente diverso. Un tempo la fiera era qualcosa che si aspettava tutto l’anno, adesso invece ci sono moltissime proposte simultanee per il tempo libero. Pensiamo alla giornata di ieri, con la fiera alla Schiranna e la domenica verde in città».

«È evidente che la fiera abbia sempre più difficoltà, ma consideriamo lo sforzo che è stato fatto per coniugare un evento generalista con proposte di grande qualità. Un esempio per tutti: abbiamo proposto l’innovativo filmato sul Sacro Monte in 4K che è stato reputato molto interessante dalla Rai, cosa che apre futuri scenari anche per Expo».

Varese

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