Roma, 11 mar. (Apcom) – Nessuna liberatoria per imbalsamare gli
animali uccisi, nessuna cancellazione della tutela della fauna
come “interesse nazionale”, nessuna liberalizzazione all’uso dei
richiami vivi, nessun permesso ai 16enni per l’acquisto di armi:
“Tutte sciocchezze di ciarlatani”. La commissione Territorio,
ambiente, beni ambientali del Senato ha approvato oggi il ddl
presentato dal senatore del Pdl Franco Orsi, che dovrebbe
rivedere la legge 157/92 sulla caccia, ma dei contestati articoli
anticipati sulla stampa per il parlamentare non c’è traccia.
“Innanzitutto non è un mio ddl, ma sono stato incaricato di
proporre un testo unificato su 10 pdl, 9 della maggioranza ed una
del Pd: il testo è una sintesi e provo disappunto sul fatto che
alcune forze politiche che non hanno presentato proposte oggi si
lamentano degli articoli del testo unificato”, precisa Orsi ad
Apcom. “Inoltre l’80% dei commenti sulla famosa ‘bozza’ riguarda
aspetti che nella bozza non ci sono. Tutti potranno verificarlo e
denuncerò chi dirà il falso – avverte – perchè da questa sera o
da domani il ddl sarà pubblico sul sito internet del Senato”.
Per il senatore “l’obiettivo principale è adeguare la legge
esistente alla normativa dell’Unione europea e risolvere alcuni
problemi che ci sono nelle campagne e nelle città italiane con
particolari specie, come con le nutrie intorno al fiume Po o con
gli storni e i piccioni nelle metropoli”.
Il disegno di legge non prevede dunque che i cacciatori possano
imbalsamare e appendere sul camino l’animale ucciso, una voce
“totalmente priva di fondamento”, nè sparisce l’interesse
nazionale o viene introdotta una quantità illimitata di ‘esche’
vive a disposizione dei cacciatori: “Non nascondo che c’è stato
un momento in cui ho fatto presente che i limiti di 40 richiami
previsti dalla legge andavano modificati, ma solo perchè è come
avere un limite di 300 km orari in autostrada. Inutile. Alla
fine, in ogni caso, il limite rimane”.
Rimane anche il patentino per i 16enni, “perchè uno degli scopi
fondamentali dell’iniziativa di riforma è adeguare la legge alla
normative dell’Ue: sulla caccia i singoli stati hanno ormai una
sovranità limitata ed esiste una ‘legge sulla caccia’
dell’Unione. L’Ue prevede appunto che si possa andare a caccia a
16 anni e questo avviene in tutta Europa. In più, contrariamente
a quanto dice l’Unione, la nostra bozza non contiene la licenza
caccia, cioè la possibilità di acquistare e detenere armi, ma un
attestato di tirocinio con cui il 16enne può accompagnare un
cacciatore più grande usando la sua arma. Non si può dire perciò
che aumentiamo le armi in dotazione ai 16enni, perchè rimangono
tutte le norme di tutela sul porto abusivo d’arma”.
Quanto alla maggiore promozione dell’attività venatoria, Orsi
conferma che “il ddl prevede che alcune specie possano essere
cacciate di più, ma solo quelle sulle quali sono comprovati
problemi: i prefetti o le Province potranno regolare in singoli
casi la caccia per contenere la diffusione di alcune specie, come
i cinghiali, con i quali ha problemi 3/4 delle Regioni italiane,
o le nutrie in campagna e gli storni ed i piccioni in città e
negli aeroporti, che se vengono catturati o uccisi si rischiano
sanzioni penali. Ogni anno lo Stato spende tantissimo per i danni
causati dagli animali selvatici all’agricoltura”.
E mentre ancora oggi molte associazioni ambientaliste,
animaliste e venatorie hanno criticato il disegno di legge (per
l’ArciCaccia “offende la dignità del cacciatore”, per il Wwf “è
inammissibile”, secondo i Verdi “è indecente”), sul documento
‘rivisto’ e approdato in Senato è freddo il commento della
Confederazione italiana agricoltori: “Vedremo cosa dice il testo,
ma noi con il tavolo degli ambientalisti e delle associaioni
venatorie lavoriamo ad un adeguamento della legge 157/92, non a
una liberalizzazione come fa invece Orsi”, attacca la
responsabile dell’area ‘Territorio, ambiente e sviluppo locale’
Rosanna Contri: “Quello che abbiamo appreso, non da i giornali, è
qualcosa che non risponde alle nostre esigenze. La 157 era stata
un punto d’arrivo, ora bisogna trovare un equilibrio tra tutti i
protagonisti e la bozza Orsi è tutt’altro, sembra aver a che fare
con le esigenze di armigeri. Se il testo che è stato depositato è
quello che ci hanno fatto vedere per noi è inqualificabile –
continua Contri ad Apcom – non è affatto un punto di equilibrio
tra esigenze di territorio, ambiente produttivo e associazioni
venatorie”.
Nel merito la Cia annuncia che “entro la prossima settimana” il
tavolo delle associazioni concluderà i suoi lavori “presenterà un
provvedimento al Parlamento per affrontare con una corsia
preferenziale il tema urgente dei danni dell’agricoltura, ma
separatamente dalla legge sulla caccia anche se con richiami
nella legge. Bisogna tenere separate queste due cose: abbiamo
interesse ad approfondire i danni da fauna selvatica, con un
piano rimborsi alle Regioni, ma nella legge attuale – conclude
Contri – ci sono principi di equilibrio ai quali noi teniamo”.
Sav
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