– Quando arriverà il momento un po’ di commozione ci sarà, perché il commercio di Varese perderà una coppia che nel suo piccolo ha fatto la storia della città. Se il mediano di Ligabue era «sempre lì, lì nel mezzo…» del campo, anche loro sono sempre stati lì, con giornali e riviste in bella mostra tra le due stazioni, a guardare scorrere la vita di Varese e a interpretarla con un sorriso. Dal 1970.
L’edicola di piazzale Kennedy è in vendita. Lo hanno deciso i due proprietari,e la moglie , dopo 45 anni di onorato servizio. Il cartello “vendesi” occupa un piccolo spazio nella vetrina laterale, è quasi difficile farci caso.
La risoluzione, però, non ammette contraddittorio, sebbene sia accompagnata da una promessa che permette di tirare un sospiro di sollievo: «Vendiamo per una semplice questione di ricambio generazionale – spiega il signor Augusto con la sue seria e invidiabile pacatezza – Io vado per i 64 anni e sono già in pensione, mia moglie, se tutto va bene, ci andrà l’anno prossimo: non c’è più lo stimolo a continuare. Una cosa tuttavia è certa: non chiuderemo finché non avremo trovato un acquirente serio».
Qualcuno si è già fatto avanti, ma è stato scartato: i coniugi Toscani vogliono essere sicuri di lasciare la loro creatura in buone mani. E le ragioni di una tal esigenza sono molteplici.Definire il bugigattolo sul marciapiede che porta al mercato una questione affettiva non è fuori luogo: «Faccio questo lavoro da quando ho dieci anni – continua il titolare – Prima con la gavetta nell’edicola di famiglia, a Casbeno, in tempi in cui le riviste costavano 70 lire e si faceva soprattutto servizio a domicilio. Nel 1970 ci siamo trasferiti qui, abbiamo aperto insieme a mia madre e poi continuato fino a oggi». Quasi mezzo secolo di levatacce per essere pronti con i quotidiani alle 5 del mattino, incipit di una giornata che attualmente si conclude alle 19, qualche tempo fa addirittura più tardi: «Ma non ci è mai pesato.
Succede quando si prova passione per la propria attività».Volete sapere com’è cambiata la Città Giardino negli ultimi decenni? Andate a farvi una chiacchierata con Augusto: «Ne abbiamo viste tante da questo pulpito – racconta – Giovanotti fare famiglia e diventare vecchi, generazioni di studenti passare ogni giorno dopo la scuola per un giornaletto e una caramella. Io dico che Varese è ancora una bella città, forse la più sicura della Lombardia. Un appunto? Gli abusivi che si trovano nel sottopassaggio fra le stazioni: bisognerebbe fare qualcosa, quelli sì che rovinano il commercio». Qual è il segreto per l’elisir di lungo commercio? «Far sentire i clienti a proprio agio – risponde Augusto – soprattutto i giovani. Bisogna trattare chi compra da te come se fosse uno di famiglia, dare fiducia ma anche pretenderla in cambio. Infine serve onestà: quella non ha prezzo».
Atteggiamenti di un’intera esistenza a contatto con il pubblico che in fin dei conti hanno pagato eccome, vista la longevità e l’assenza di problemi in tutti questi anni.
Tra le more della chiacchierata emerge anche il profilo ideale del candidato a succedere ai signori Toscani. In merito Augusto non ha dubbi: «Cerchiamo una famiglia giovane, magari con figli. Con l’edicola non si diventa ricchi, ma gli affari – in una posizione come questa – non vanno male. A patto, però, di avere sempre passione, costanza e di credere in se stessi. Una battuta, un sorriso e un ringraziamento fanno il resto».













