Roma, 10 mar. (Apcom) – I capigruppo del Pd Anna Finocchiario e
Antonello Soro denunciano le “pulsioni autoritarie” del
Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che si celano, a loro
giudizio, dietro la proposta di considerare il voto del
capogruppo valido per tutti i parlamentari del suo partito.
Sottolineando la “grande responsabilità istituzionale” rivelata
dal Presidente della Camera Gianfranco Fini nello stroncare sul
nascere la praticabilità dell’iniziativa del Premier.
“Come un fiume carsico – scrivono in una nota conginuta
Finocchiaro e Soro- ciclicamente riemergono le pulsioni
autoritarie del presidente Berlusconi. L’idea di sopprimere il
Parlamento con una riformina regolamentare, delegando a pochi
eletti la funzione legislativa, esprime in modo plateale
l’assenza di cultura costituzionale dell’on. Berlusconi, il suo
incontenibile fastidio per le regole della democrazia e la sua
inossidabile visione proprietaria delle istituzioni, nonostante
la strabordante maggioranza numerica di cui il Pdl gode in
Parlamento”.
“Noi pensiamo – aggiungono i capigruppo Pd- che questa assurda proposta sia solo un tentativo per distogliere ancora una volta l’attenzione dei media dalla crisi economica e nascondere il vuoto d’iniziative per arginare le difficoltà del Paese. Se invece fosse un proposito vero occorre che qualcuno, anche nella sua maggioranza, lo fermi. E’ significativo e positivo che il presidente della Camera, con grande
responsabilità istituzionale, abbia bocciato questa assurda proposta. Che poi il Presidente del Consiglio, capo della maggioranza parlamentare e leader del più grande partito Paese, annunci una proposta d’iniziativa popolare per dimezzare il numero dei parlamentari è ridicolo. Perché non presenta come capo dell’esecutivo o fa presentare dai suoi parlamentari una proposta in Parlamento e perché non s’impegna davanti agli italiani ad approvarla in tempi brevi?
Tor
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