L’emergenza della nomina dei professori supplenti è sostanzialmente rientrata.
Sabato l’ufficio scolastico provinciale di via Copelli ha convocato 350 docenti. Solo un terzo ha risposto all’appello (la chiamata, infatti, avviene su base nazionale e non tutti se la sentono di spostarsi). I presenti hanno potuto concludere la procedura e ottenere la supplenza.
La copertura dei posti ancora vacanti, invece, sarà “dirottata” sui singoli istituti: i presidi (che hanno ottenuto maggiori responsabilità con la riforma) dovranno “pescare” dagli ambiti territoriali e selezionare, in base al curriculum e a un colloquio, il docente più adatto a soddisfare l’offerta formativa. «Certo, i ricorsi continuano ad arrivare e può darsi che sui ricorrenti venga fatta una seconda convocazione – afferma Merletti – Ma possiamo dire che il problema è sostanzialmente risolto».
Le difficoltà ad «arruolare» i supplenti si sono verificate a causa della valanga di ricorsi presentati dai docenti a seguito dei concorsi. In più, a complicare le cose, ci si è messa la mobilità, con richieste superiori a quelle degli anni precedenti.
I ricorsi, inoltre, sono arrivati con sentenze generiche cumulative, con anche 200 nominativi per “pratica”, cosa che ha impresso un rallentamento agli uffici del provveditorato e costretto i dipendenti a un super lavoro di verifica e controllo.
Per via di questi motivi, la nomina di una parte dei supplenti annuali è slittata per due volte (la prima il 29 settembre e la seconda mercoledì mattina), cosa mai accaduta prima nella storia della scuola varesina.
Sabato, però, è stata trovata la quadratura del cerchio. Adesso, sciolti gli ultimi nodi, la scuola e le lezioni potranno iniziare davvero al cento per cento.













