Cara erede, paga la tassa rifiuti «Ma quell’uomo non so chi sia»

Una surreale richiesta è arrivata da Soverato (Catanzaro) a Varese. La destinataria, commercialista: «È assurdo e nessuno fa chiarezza»

Scadenze, calcoli, bollettini: a nessuno piace pagare le tasse. Questo è un dato di fatto. Quando, poi, si tratta di versare la tassa rifiuti l’orticaria aumenta a causa della gran confusione. Dopo Tarsu e Tia il decreto Salva Italia dal 2012 ha introdotto la Tares sia sui rifiuti che sui servizi indivisibili comunali. Poi, ecco la Tari.
Ma l’insofferenza cresce ancor di più se, dopo aver fatto fronte ai propri obblighi di versamento dell’imposta, mettendosi diligentemente in coda e rispettando le scadenze, tra la posta ci si ritrova la richiesta di sollecito di pagamento di una rata Tarsu relativa al 2009 proveniente dal comune di Soverato in provincia di Catanzaro.

Nulla di strano se si possedesse una casa in Calabria. Ma se la tassa arretrata da versare riguarda un misterioso lascito, la questione diventa alquanto curiosa. È quanto successo a , commercialista varesina.
«Nel sollecito di pagamento recapitatomi all’indirizzo di casa – spiega la donna – il servizio Finanziario e Tributi del comune di Soverato mi sollecita a pagare la somma di 122,80 euro perché risulto erede di un uomo, del quale il documento cita anche nome e cognome, il quale mi avrebbe lasciato in eredità un appartamento di 60 metri quadri in via Mazzotta 10 a Soverato».
Il problema è che la signora Paracchini non ha la più pallida idea di chi sia la persona in questione. «Io in Calabria non ho alcun parente e non conosco nessuno con quel nome. Inoltre, a casa non ho ricevuto alcuna comunicazione relativa a alcuna eredità».
Così, la commercialista ha cercato di far chiarezza sulla vicenda. «Ho cercato di contattare, anche tramite il mio avvocato, la dirigente firmataria del sollecito di pagamento del Comune ma non senza successo. Ho anche provato a recuperare notizie su questo signore, ma non c’è traccia, nemmeno dal catasto: non riesco a capire se io sia stata indicata come erede del suo immobile».
L’appartamento esiste: inserendo l’indirizzo e il numero civico in Google Maps 3D risulta che l’appartamento in questione sia inserito all’interno di un complesso residenziale abbastanza recente. «La cifra che mi viene richiesta dal Comune non è esagerata – continua la dottoressa Paracchini – Il problema è un altro: se accetto di pagare quanto richiestomi, significa che accetto l’eredità di questo signore, che forse mi ha scelto a casa spulciando l’elenco telefonico, non conoscendo la sua situazione finanziaria se dovesse emergere che ha dei debiti, rischio di dovermi far carico anche di quelli».

Insomma, una storia che ha dell’assurdo. Ma i termini fissati per il saldo della Tarsu, i 30 giorni canonici dalla notifica della missiva sono ormai scaduti.
«Si precisa che qualora la S.V. non provvederà a regolarizzare la propria situazione debitoria entro il termine perentorio indicato, si provvederà, senza ulteriore preavviso ad avviare le procedure esecutive previste per legge, con aggravio di sanzioni e interessi», cita la notifica.
Abbiamo così provato a chiamare noi il comune di Soverato ieri mattina. Dopo, numerosi tentativi a vuoto, abbiamo intercettato la dirigente firmataria del sollecito la quale non è riuscita a trovare traccia della pratica in questione (protocollo numero 3613/2014) promettendo di ricontattarci al più presto. Il mistero continua.