E adesso, vergognatevi: almeno questo riuscite a farlo? Vergognatevi, voi che siete riusciti a trascinare la Pallacanestro Varese al punto più basso dal 2008 a questa parte. Voi che in pochi mesi siete stati capaci di rovinare una storia bellissima, trasformando una favola in una tragedia. Voi che avete portato questa squadra ad essere la principale candidata alla retrocessione.
Come ragazzini viziati avete pestato i piedi e scrollato la testa, chiesto e ottenuto la testa del vostro allenatore (che in queste ore sta godendo come un riccio), accampato scuse. Per poi uscirvene con una partita del genere. Vergognatevi, cari giocatori di Varese. E se vi è rimasto dentro un briciolo di umiltà imparate qualcosina dai vostri colleghi di Montegranaro che vi hanno appena rifilato una lezione di vita. Loro, giocatori costretti a vivere la quotidianità di una società in crisi e di stipendi che arrivano a singhiozzo, di incertezza sul domani e di precarietà. Loro, che ogni mattina sono costretti ad andare in palestra senza sapere quali compagni troveranno. Ma vivi, e uomini.
Ma chissà se voi, dall’altro del vostro status di privilegiati, queste cose le vedete o no. Se vi rendete conto di vivere in una sorta di limbo dove tutto vi è permesso, dove tifosi che avrebbero tutto il diritto di buttarvi in faccia la loro incazzatura vengono a fare la fila al Triple per un autografo o una foto, dove una sconfitta come quella di ieri è stata salutata solo con qualche fischio, dove una società perfetta è esemplare nel coccolarvi e darvi tutto, dallo stipendio in giù.
Queste cose bisogna meritarsele, però. Giocare a Varese è un privilegio da conquistare, non un atto dovuto. E nessuno di voi se le sta meritando: quindi salvate questa squadra, e poi fate il piacere di levare il disturbo. Tutti. Già, lo sappiamo: regolamenti tutti sbagliati vi proteggono e vi garantiranno contratti lucrosi anche in futuro.
Ma vi resterà addosso la macchia di una stagione del genere, comunque vada a finire. Ah, messaggio per chi c’era l’anno scorso: Varese ha sfiorato lo scudetto grazie a Dunston, Green, Vitucci e Cerella. E basta.
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