«Caro Marantelli, consiglio da amico: a Varese perderesti. Rimani a Roma»

Il governatore Maroni, in partenza per New York, non ha dubbi: «Il nuovo sindaco sarà della Lega» «Candidati? Anche un giovane, non m’intrometterò. Io e Salvini? Stessa strategia: risolvere i problemi»

– «Caro Marantelli, sei un amico, ma a Varese perderesti. Dopo Fontana? Anche un giovane, quel che conta è la credibilità della Lega, che qui governa bene dal ‘93». Il governatore di Regione Lombardia Roberto Maroni, in partenza per New York, lascia la piazza varesina al leader del Carroccio Matteo Salvini, mandando però un messaggio chiaro in vista delle elezioni della prossima primavera. Lo intercettiamo a

Tradate, dove arriva insieme alla moglie Emilia, sull’auto guidata da lei, per l’inaugurazione della stagione dell’Università della terza età. Un selfie con un bambino, qualche battuta sul palco («Fate anche corsi di politica?» chiede dopo aver ricevuto la tessera onoraria) e il taglio della torta, prima di andare alla festa di Forza Italia sul lago di Garda.

Devo andare alle Nazioni Unite perché lunedì mattina c’è la firma di un accordo sul clima e martedì la sessione sull’immigrazione.

Che bisogna rivincere Varese mantenendo la tradizione che vede un sindaco della Lega dal ’93. È una tradizione che non si può interrompere, perché è una tradizione di buon governo.

Ma non è un problema. Ci sono tanti candidati, tanti che hanno esperienza perché hanno lavorato in Comune, oppure anche ragazzi giovani. Io sono per “largo ai giovani”, anche senza esperienza. Ho fatto l’assessore al bilancio senza nessunissima esperienza e l’unica esperienza prima di fare il ministro dell’Interno è stata assessore a Varese. Quindi porta anche bene. Uno giovane senza esperienza va benissimo, come uno con tanta esperienza.

La questione è la credibilità. Noi vinciamo perché la Lega ha governato bene, negli ultimi anni con Attilio Fontana benissimo. Questo è il motivo su cui puntare. Poi la squadra: sindaco, assessori, consiglieri, tutti insieme. Non sono preoccupato del nome.

Marantelli è un amico, lo stimo, però gli consiglierei di non candidarsi perché perderebbe. E quindi, caro Daniele, stai a Roma e dacci una mano a convincere il governo a non continuare a tagliare i fondi alla Regione Lombardia.

È stata un’iniziativa dei sindaci delle città capoluogo, del Pd, e dei presidenti di provincia, del Pd, che hanno firmato un documento che mi va benissimo, perché chiede maggiore autonomia, costi standard e riduzione del residuo fiscale, secondo un criterio che ci porterebbe addirittura a superare la quota del 75% che è l’obiettivo mio. Se si uniscono a questa mia battaglia, perché dire di no? Devo solo verificare se è il governo è davvero disponibile, ed è questo quello che sto cercando di capire.

Ma la strategia qual è, la mia e la sua? È quella di risolvere problemi.

Anch’io faccio le barricate contro il governo che mi taglia le risorse. Ma se il governo mi ascolta, mi dà i soldi e mi aiuta, perché dovrei dire di no? Poi sull’immigrazione dico di no al governo, perché sta facendo stupidaggini. Io sono lì per risolvere problemi. L’obiettivo principale della mia campagna elettorale era quello di portare maggiori risorse. Se ci riesco, perché no?

Non è mai stata Varesecentrica la Lega, dai. Solo perché io e Bossi eravamo figure determinanti. Ma adesso c’è Giorgetti che è bravissimo, c’è il presidente di Regione che è di Varese. Ma la Lega è policentrica e tiene conto delle esigenze dei territori.

Lo dico subito, io non mi occuperò delle elezioni amministrative, nel senso che non mi sono mai intromesso nella gestione territoriale del movimento, neanche della sezione di Varese. Ovviamente sono a disposizione quando ci sarà bisogno, come sempre. Ma io non ho uomini miei, non ho candidati miei.

Puntare sul turismo, sulla valorizzazione delle bellezze straordinarie che abbiamo. La provincia di Varese ha quattro siti Unesco su dieci in Lombardia. Nessuno li conosce. Mi dica lei quali sono….

Bravo…l’unico varesino che conosce i quattro siti Unesco! Con un patrimonio del genere, in qualunque altra regione ci sarebbe un afflusso turistico pazzesco. Noi non siamo capaci di valorizzarlo. Abbiamo il lago, il Sacro Monte, una vista sul Monte Rosa che è unica.

Perché ci vuole una regia più ampia. Il turismo si sviluppa creando pacchetti turistici da vendere ai tour operator e inserendo Varese nei circuiti internazionali, cosa che non può fare il sindaco di Varese e che voglio fare io come presidente di Regione, quando, dopo Expo, prenderemo in carico Explora.

Ma se vinciamo dal ’93, hai voglia…Noi badiamo alla sostanza. Si fanno le cose e le cose si comunicano. Come ad esempio questa cosa che abbiamo fatto io e Fontana, l’accordo di programma su piazza Repubblica, la caserma e il nuovo teatro. Adesso cominciano i lavori e si vedrà: è questo il miglior modo di comunicare.