Roma, 20 mar. (Apcom) – Frotte di pesci-robot saranno presto “liberate” nelle acque del porto spagnolo di Gijon per testare la qualità dell’acqua. I modelli, dal costo di 20mila euro l’uno, hanno le sembianze della carpa (per non spaventare gli altri pesci) e sono lunghi circa un metro e mezzo.
La loro caratteristica – scrive oggi il Financial Times che dedica all’esperimento un articolo in prima pagina – è quella di essere dotati di sensori chimici capaci di rilevare sostanze inquinanti nell’acqua. Sono in pratica dei detective sottomarini in grado di scovare la perdita di ssotanze inquinanti dalle imbarcazioni e gli scarichi di condotte sottomarine. Non appena individuano qualcosa di sospetto inviano dei segnali al centro di ricerca.
Il robot, sviluppato dall’Università di Essex in Gran Bretagna, è il risultato di uno studio di tre anni finanziato dalla Commissione europea. “Esistono diversi motivi pratici per scegliere questa forma (di lotta all’inquinamento marino)”, spiega Rory Dole, ricercatore del BMT Group che ha collaborato alla ricerca: “Essi rispecchiano l’efficienza di cui abbiamo bisogno per navigare in ambienti sottomarini a tempo indefinito”.
I robot infatti sono autonomi, non sono telecomandati a distanza, e si muovono grazie a batterie che vengono ricaricate ogni otto ore, quando “la carpa” torna automaticamente ai punti di rifornimento. Gli studiosi stanno adesso approntando gli ultimi ritocchi di “immagine” dei pesci, che saranno liberati all’inizio dell’anno prossimo.
Fcs
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