VARESE L’assessore contesta il questore e scoppia la polemica. Stefano Clerici (Pdl) ha criticato la decisione presa dalla questura di revocare il permesso di presidio in piazza Carducci dei giovani di Casapound. E ora l’opposizione ne chiede le dimissioni. «L’assessore del Pdl Clerici, fino ad oggi si è caratterizzato più per dichiarazioni “nostalgiche”, che per attività e iniziative di competenza del suo
assessorato: l’ambiente – commentano il segretario cittadino del Pd, Roberto Molinari, e il capogruppo in consiglio, Fabrizio Mirabelli – Prima, con l’imposizione a chi non la pensa come lui della targa commemorativa del ministro fascista Giovanni Gentile. Poi, con la difesa dell’associazione Casapound cui la questura ha vietato, per motivi di ordine e sicurezza pubblica, di fare un presidio in piazza Carducci».
Secondo i due esponenti del Pd, sarebbe apparso addirittura stucchevole vedere che, mentre la stessa associazione Casapound non contesta e non polemizza con la questura di Varese per il divieto, «un assessore del Comune di Varese, alza il tono e critica la decisione presa da una Istituzione a cui, anche lui dovrebbe maggiore attenzione».
Ne chiedono quindi le immediate dimissioni, perché forse, così facendo, «toglierebbe dall’imbarazzo anche il sindaco Fontana soggetto alle continue prese di posizioni di Clerici, che nulla hanno a che fare con lo scopo per cui è stato nominato». Ed è al sindaco che anche Alessio Nicoletti, leader di Movimento Libero, si rivolge perché metta subito una pezza alle gravissime dichiarazioni di Clerici che, di fatto, metterebbero Palazzo Estense contro la questura. «Non si è mai visto un assessore contestare a mezzo stampa le decisioni della questura, in merito a provvedimenti presi per la tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica – spiega – Il fatto è gravissimo e lo scontro istituzionale non ha precedenti per Varese. Chiediamo al sindaco di chiarire immediatamente la posizione del Comune, a tutela dei normali rapporti istituzionali e dell’immagine dell’ente, e di valutare la posizione del suo assessore».
j.bianchi
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