Caso-Marantelli, il Pd dice la sua «Su di lui niente unità del partito»

Il segretario cittadino Paris esce allo scoperto dopo il passo indietro del deputato. «Emersa la richiesta di una pluralità di candidati». Bertocchi: «Servono passi avanti»

– La candidatura di non avrebbe trovato condivisione all’interno del partito. Da qui, la decisione del deputato di fare un passo indietro e lasciare spazio agli altri candidati alle primarie. Ma se Marantelli, personaggio storico della sinistra a Varese, non correrà come sindaco, non significa che il Pd voglia ridimensionare la sua importanza. Su quello che ormai è diventato il “caso Marantelli” parla il segretario cittadino democratico . «Innanzitutto ci tengo a sottolineare la correttezza di Marantelli – dice Paris – Prima di fare la conferenza stampa, mi ha inviato la lettera nella mattinata di lunedì». L’uscita del deputato non è stato quindi il classico fulmine a ciel sereno. «Prendo atto con rispetto della sua decisione di non partecipare al percorso delle primarie – continua Paris – E ribadisco che comunque per il Partito democratico di Varese Marantelli è e sarà sempre un punto di riferimento molto importante». L’obiettivo è quello di evitare che la non candidatura del deputato possa trasformarsi in un elemento di divisione. Tuttavia, una

figura del calibro di Marantelli difficilmente avrebbe potuto spendersi in un “confronto scontro” tra candidati con diversi esponenti del Pd in lotta gli uni contro gli altri. Uomo forte e punto di riferimento da sempre del centrosinistra varesino, Marantelli avrebbe potuto candidarsi solo se avesse visto tutto il partito convergere sulla sua figura. Ma così non è stato, a quanto si apprende, dal momento che quello che si sta per presentare alle primarie è un partito, e non solo perché saranno primarie di coalizione, che “metterà sul piatto” diverse candidature tra cui scegliere. Paris spiega come si è arrivati alla scelta di procedere a primarie aperte e quindi alla non convergenza su Marantelli. «Rispetto alla sua disponibilità, abbiamo condotto un percorso lungo di ascolto all’interno del partito. Al termine del quale, è emersa da parte del Pd tutta una serie di posizioni che propendevano per una pluralità di candidature». Il passaggio successivo è storia di questi giorni e ha portato alla decisione del deputato di fare un passo indietro.