Cassazione;Mini-tangente basta per licenziare in pubblico impiego

Cassazione;Mini-tangente basta per licenziare in pubblico impiego


Roma, 9 mar. (Apcom)
– Basta accettare una mini-tangente da
50mila lire, oggi circa 25 euro, per essere licenziati: la
Cassazione ricorda che con i doveri di correttezza e fedeltà non
si scherza, soprattutto nel pubblico impiego. E chi non rispetta
i propri doveri deve sapere che rischia di perdere il lavoro.
Anche se la decisione arriva dopo 27 anni, come in questo caso.

I giudici della sezione lavoro hanno infatti confermato il
licenziamento di un funzionario del Comune di Roma che nel 1982
aveva ricevuto una minitangente da 50mila lire per chiudere un
occhio su una multa elevata ad un imprenditore. Davanti al
giudice penale il funzionario, imputato di concussione, era stato
condannato, con il rito abbreviato, ad una pena minima ma il
Campidoglio lo ha licenziato ugualmente nel 1999. La massima
sanzione disciplinare era stata confermata sia in tribunale sia
in Corte d’appello. Il funzionario arriva così in Cassazione dove
sottolinea che il contratto collettivo non prevede espressamente
il licenziamento in caso di condanne per concussione. E nel
ricorso la difesa sottolinea anche che si trattava di una somma
assai modesta.

Ma la Corte, con la sentenza 5581, è di tutt’altro avviso. E’
vero infatti che nel contratto collettivo non si parla di
concussione ma, rileva la Cassazione, ma si fa riferimento a
“condanne penali per reati commessi con l’abuso della funzione
pubblica”. In questo caso dunque, sebbene la condanna sia
ridotta, il licenziamento è legittimo e non c’è differenza tra
tangenti “mini” e “maxi”. Insomma, come si dice in alcuni casi:
basta il pensiero.

Roo

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