C’è una mano varesina dietro al gioco di ruolo più piccante e controverso che c’è in circolazione.
Lei è , classe 1987, diplomata al liceo artistico Frattini di Varese: sono sue le illustrazioni delle due edizioni di “Squillo”, un gioco di carte sulla prostituzione, già oggetto di una richiesta di ritiro dal mercato con un’interrogazione parlamentare risalente ad un anno fa.
«Ma non c’è niente di compromettente, solo ironia dissacrante» assicura la giovane Martina, che da qualche anno si è trasferita a Bologna, dove si sta laureando all’Accademia delle Belle Arti, nel corso fumetto e illustrazione, con una tesi sull’emancipazione femminile attraverso il fumetto erotico.
«Ma quale istigazione alla prostituzione? Allora anche giochi come “Risiko” e “Mafia” andavano vietati?» si chiede la giovane varesina, «illustratrice ufficiale» delle due versioni del gioco di ruolo vietato ai minori distribuito dall’editrice Raven, che ha registrato un boom di vendite.
Ideato da , icona del “porn groove”, un genere musicale ricco di ammiccamenti sessuali, il gioco di carte “Squillo” ha avuto un successo proporzionale alle polemiche che ha generato.
«Un successo inaspettato» ammette Martina. Ispirato ai classici role-playing, come il più famoso di tutti che è “Magic”, in “Squillo” ogni giocatore ricopre il ruolo di “pappone”, gestendo colpo su colpo le sue ragazze, divise tra escort, prostitute di strada e giovani promesse.
Martina Poli si è occupata di illustrare le 99 sexy-carte che compongono il mazzo: le prostitute, gli eventi (situazioni e imprevisti) e i power up (punti salute e migliorie).
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