Cento camere nel 2013E senza toccare il parco

Cento camere nel 2013E senza toccare il parco

VARESE I Mondiali di ciclismo non sono bastati. E Varese, per decollare e iscriversi nel firmamento delle capitali turistiche italiane, ha bisogno di un’altra spinta. Quella che arriva dalla Camera di Commercio di Varese potrebbe essere quella giusta: realizzare un albergo sul colle di Biumo Superiore e ospitare un grande evento alle Ville Ponti se non proprio ogni settimana, almeno due volte al mese.

Sono queste le parole usate dal presidente camerale Bruno Amoroso: «Lanciando la nostra città come sede funzionante del turismo congressuale, creeremo un indotto di cui non beneficerà solo la gestione del centro congressuale di Ville Ponti, ma tutta l’economia varesina. Permettere ai partecipanti dei diversi convegni di pernottare in città a poca distanza dal centro storico, infatti, rappresenta un volano per l’economia locale».

Basta polemiche, basta accuse di avallare scempi all’ambiente: Amoroso taglia corto sulle accuse che, a distanza di anni dalla presentazione del primo progetto (cestinato), ancora inquinano la vita politica e sociale varesina. «L’albergo sorgerà al di fuori del parco delle Ville Ponti – rimarca – in un’area di 8mila metri quadrati, dove qualunque intervento di urbanizzazione non può certo essere considerato un attentato alla natura: semmai una valorizzazione di un luogo oggi abbandonato».
L’area in questione si trova tra via Cadolini e via Borgognone, l’accesso in auto è possibile solo ai residenti da via Walder perché si tratta di strade private. Per i futuri ospiti dell’hotel non si presenta il problema: i parcheggi a uso dell’albergo saranno i piazzali interni al parco di Ville Ponti.

«E anche il traffico verrà agevolato dalla presenza della struttura alberghiera – continua Amoroso – Oggi, infatti, Ville Ponti è già un centro congressuale funzionante, verso il quale, durante i convegni, si dirigono numerose auto, che si immettono nella viabilità varesina proprio negli orari di punta. Se qualche centinaio di questi partecipanti alloggerà nelle vicinanze della sede dei convegni,

vuol dire che il traffico non verrà congestionato, ma sarà alleggerito negli orari più critici».E dopo il braccio di ferro tra ente camerale e istituzioni pubbliche si è arrivati finalmente alla quadra. L’accordo di programma è stato siglato da tutti gli enti coinvolti: oltre alla Camera di Commercio, il Comune, la Provincia, la Regione e, non ultimo, il Fai.

«Adesso bisogna solo affrontare i tempi burocratici – prosegue il presidente – il resto di quest’anno andrà per l’approvazione della variante urbanistica in consiglio». Il terreno coinvolto è già edificabile, ma per una metratura più contenuta rispetto alle circa 120 camere cui aspira la direzione camerale. «Il numero potrà variare a seconda del progetto che approveremo. A inizio 2010 verrà aperto il bando. Dopodiché, tra la chiusura dello stesso e la posa dell’ultima pietra prevediamo tempi di realizzazione che si aggirano sui tre-quattro anni». Se tutto va bene, insomma, per il 2013 Biumo potrà avere il suo albergo. Se l’edificio principale avrà sede in quell’area staccata dal parco vero e proprio, il terreno di fronte, interno al parco, ospiterà una serie di servizi all’hotel. Questo l’unico compromesso. Che, secondo i dirigenti, servirà solo a migliorare un’area di parco oggi abbandonata. La nascita dell’hotel rappresenta per la Camera di Commercio il raggiungimento dell’obiettivo finale: fare delle Ville Ponti un centro congressi a tutti gli effetti.
Nonostante gli alberghi sorti per i mondiali di Ciclismo 2008, l’offerta di camere in città è ancora troppo bassa. «A inizio aprile abbiamo ospitato un convegno dei giovani dottori commercialisti – racconta Amoroso – per tre giorni in città erano presenti 500 professionisti, che hanno portato un indotto di 170mila euro. Quest’evento è stato possibile solo in quella data, perché in altri momenti la città non aveva un numero sufficiente di camere a disposizione». Oltre cento camere in più che faranno la differenza. «Ed oltre a non spendere un soldo pubblico, gli oneri d’urbanizzazione serviranno per valorizzare il patrimonio culturale del colle nel centro di Varese».
Marco Tavazzi

s.bartolini

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