Centro profughi di VareseLega contro gli alleati

Centro profughi di VareseLega contro gli alleati

VARESE Gazebo e volantini ieri a Biumo, oltre ai mini-manifesti formato A4 con la foto dell’assessore Navarro in veste di ricercato da far west: è la Lega in piazza fin dalla mattinata contro la riapertura del centro di via Pola. La struttura chiusa lo scorso gennaio per l’infrazione del regolamento da parte degli occupanti e ora in attesa della riapertura, dovrebbe ospitare fino a 18 cittadini extracomunitari che abbiano ottenuto il riconoscimento dello status di rifugiato politico o che almeno ne abbiano già fatto domanda, ma il condizionale è d’obbligo secondo i leghisti.

la gestione caritas
«Molti di quelli che venivano ospitati come asilanti – spiega il consigliere comunale del Carroccio Emanuele Monti, in commissione servizi sociali – in realtà non sono tali, e non perché sono in attesa di ottenere lo status ma perché la commissione territoriale per i rifugiati di Milano l’ha già negato: questo significa che sono a tutti gli effetti immigrati clandestini». E non è finita. Come racconta il consigliere dal gazebo nel pieno centro di Biumo, «le due organizzazioni che ottenevano dal Comune i soldi dell’appalto per la gestione, “Querce di Mamre” e “Oznam”, entrambe legate alla Caritas, obbligavano gli ospiti del centro a contribuire alle loro casse con prestazioni lavorative in nero. Questo non lo diciamo noi ma è quanto risulta dalla indagini della Digos». La legge tra l’altro impone ai richiedenti asilo il divieto di impegnarsi in attività lavorative fino a che non ottengano lo status di rifugiato.

«costi esorbitanti»Quello che proprio non piace alla Lega è che quel centro, con tutte le irregolarità annesse, costa alla cittadinanza 209 mila euro l’anno. «I varesini hanno il diritto di sapere che centri come quello di via Pola sono un bacino di illeglità e manovalanza criminale, perché solo il 10% di quelli che si definiscono asilanti lo sono davvero ma intanto usano illegalmente i nostri soldi. Il problema ancora più grave è che la gente del quartiere non vuole questo centro ma per ragioni che ancora ci sfuggono se lo dovranno tenere». Ma è soprattutto la posizione di un’ala fondamentale della maggioranza come quella fatta da An e Forza Italia che lascia perplessa la componente leghista dell’amministrazione. «Un conto è l’assessore Navarro che rappresenta un certo partito e ha una certa base elettorale, ma An e FI avevano preso

posizione ufficiale in commissione firmando con me un ordine del giorno per non riaprire il centro. Il fatto che dopo tre settimane escano in giunta votando il contrario non mi sembra molto coerente». La Lega in poche parole è l’unica rimasta a chiedere la non-riapertura del centro. E con un’altra differenza fondamentale dal resto delle forze politiche, dice Monti: «Noi siamo qui per incontrare la gente mettendoci in piazza alle 10 della domenica mattina e per questo praticamente ci alziamo quando gli altri rientrano dal sabato sera; negli altri partiti non si vede niente del genere. Questa non deve essere vista assolutamente come una rottura con la maggioranza, ma se non siamo d’accordo con una cosa e questo riguarda la cittadinanza vogliamo dirlo forte e chiaro. Ci interessa semplicemente stare vicini a quello che chiede la gente». Francesca Manfredi

e.marletta

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