– Siamo di fronte a un evento epocale che non possiamo affrontare con discorsi da bar dove siamo tutti commissari tecnici». E ancora: «Una classe dirigente che gioca sulle paure della gente per mietere consensi è una classe dirigente stracciona».
Daniele Marantelli, parlamentare Pd è esponente della commissione Difesa della Camera, sul cui tavolo sono finiti i dossier terrorismo ed emergenza profughi nei giorni in cui il consiglio dei ministri sta discutendo le misure del decreto anti scafisti.
Marantelli fotografa la situazione, chiama all’adunanza e non risparmia stoccate a politici e società civile: «Ignorare il richiamo all’unità politica di Renzi deve essere considerato alto tradimento nei confronti delle nuove generazioni».
Al momento non c’è evidenza che un nesso ci sia. Che i terroristi, insomma, arrivino in Europa sui barconi. Preparare un terrorista è un investimento di tempo, denaro e mezzi. Come investimento lo si preserva. Lo si fa idealmente viaggiare in prima classe per essere certi che arrivi a destinazione e compia la sua missione.
Perchè la Libia, attualmente l’area più calda in quest’ambito, è un collo di bottiglia, come qualcuno l’ha definita, verso il quale si muovono decine di milioni di uomini, donne e bambini in fuga da guerre e carestie. C’è un intero continente, quello africano, che si sta frantumando e che è in fuga verso il Mediterraneo. Mediterraneo che, per sua storia, è sempre stato un luogo aperto, di transito. Non possiamo chiuderlo adesso.
Il Governo lavora su due fronti. L’Unione Europea ha dato il via libera per operazioni navali e non solo. L’Italia ha 500 soldati nelle zone più calde. E sempre l’Italia, insieme a Spagna, Francia e Regno Unito sarà impegnata in missioni navali in acque internazionali. Si lavorerà anche a terra con droni ed agenti autorizzati alla raccolta di informazioni. Questo intervento da solo non basta, però. L’Europa deve fare la sua parte sul fronte accoglienza. C’è stato un segnale, ma è insufficiente. Dobbiamo promuovere, noi e la società civile, ogni azione possibile per favorire l’integrazione













