“Ci sono troppi guard rail killer” La rivolta parte da Facebook

“Ci sono troppi guard rail killer” La rivolta parte da Facebook

VARESE (f.man.) Non solo sulle provinciali grandi e grosse, ma anche sulle strade cittadine servono protezioni per i guard rail. «Bisogna prevederle ovunque ce ne siano. I paletti sono come dei rasoi: basta una caduta accidentale a bassa velocità per perdere un braccio o una gamba», spiega Stefano Baggiani, motociclista varesino, «e lo abbiamo visto anche nel recentissimo periodo con gli ultimi incidenti che si sono verificati a Varese». Quindi, non basta prevederli sulle direttrici provinciali ma devono essere inseriti già in sede progettuale quando si mette in cantiere una nuova strada o quando

si programma qualche intervento di sistemazione delle strade urbane, secondo il motociclista. Baggiani gira in moto da più di trent’anni e da qualche tempo ha aperto un gruppo su Facebook dedicato alla minaccia dei guard rail (si chiama non a caso “Guard rail assassini”), facendo il pieno di sostenitori. Si è candidato alle ultime amministrative con Raffaella Greco (Unione Italiana), occasione che lo ha richiamato all’attenzione sulle carenze che ancora affliggono le strade varesine prima di tutto sul fronte della sicurezza; alla luce degli ultimi e tragici episodi di cronaca, torna a sollevare il problema.

«Sui luoghi di lavoro ci si preoccupa fino all’estremo dei dettagli – commenta – ma il pubblico non si preoccupa di garantire la sicurezza sulle strade che è altrettanto importante. Le tasse le pagano tutti, automobilisti e motociclisti, quindi anche le strade dovrebbero essere sicure per qualunque categoria di utenti le utilizzi». E le strade di Varese, per l’appunto, per gli utenti su due ruote non lo sono se non in pochi casi e comunque su tratti isolati. «Sulla tangenzialina ci sono delle protezioni in pvc giallo sulle curve esterne. Va bene, ma non è abbastanza. Bisogna arrivare a proteggere tutti i paletti dei guard rail perché quando uno cade non sa dove va a sbattere».

Il fatto è che non per forza chi cade in moto o in motorino è un pazzo scatenato che sta viaggiando a velocità folli. «Se si cade a 150 o 200 all’ora è più facile che ci si ammazzi direttamente, mentre il rischio dei guard rail riguarda più da vicino va a velocità normali e si trova una macchia d’olio in

curva, il fondo stradale sporco, un ostacolo sulla strada. Se si vanno a guardare questi paletti da vicino si capisce perché se uno cade a 50 all’ora e ci va a sbattere finisce in ospedale con qualche arto tagliato. Una parte dei proventi delle multe va destinata alla sicurezza stradale, ma come al solito viene destinata a coprire i buchi di bilancio».

e.marletta

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