Cimberio ancora tartassata Recalcati: “Pronto a lasciare”

Cimberio ancora tartassata Recalcati: “Pronto a lasciare”

<+G_DATA>Varese <+G_TONDO>Una partita che non si poteva perdere. Una partita che per quanto si è visto sul campo è incredibile che sia stata persa. Una partita che lascia addosso rabbia, amarezza, frustrazione e dubbi. Recalcati ci prova anche a parlare della sua squadra, di come abbia buttato via una partita che avrebbe dovuto vincere. «Mi sforzo – ha detto – mi sforzo di parlare solo dei nostri errori: delle tante palle perse, di quanto abbiamo subito vicino a canestro, di quei due rimbalzi che avremmo dovuto prendere e che invece abbiamo concesso ai nostri avversari. Mi sforzo di parlare solo di una partita che abbiamo condotto praticamente sempre e che Biella ha vinto perché ha avuto il merito di crederci fino alla fine. Noi ci abbiamo messo del nostro: e pure molto, con quei due rimbalzi in attacco delittuosi che abbiamo lasciato ai nostri avversari».Recalcati si sforza pure, ma poi il discorso scivola inevitabilmente su quei fischi sbagliati, su quelle decisioni importanti, sui tre arbitri che hanno lasciato il segno. «Dovremo ripassare il regolamento e i fondamentali del basket: tornare a insegnare come si fa un terzo tempo perché evidentemente non siamo più capaci di farlo

(il riferimento è a quell’infrazione di passi chiamata a Goss, inesistente, con il canestro che avrebbe chiuso la partita annullato, ndr)».Recalcati vorrebbe dire altro, ma si violenta per tacere e non rischiare di peggiorare la situazione: «Dovrò fare delle riflessioni personali, a freddo, dopo una nottata che dovrà portare consiglio. E una volta che avrò fatto le mie riflessioni, valuterò di conseguenza. In sostanza voglio dire che se il problema sono io, se la mia presenza crea problemi alla mia squadra, se la mia figura è scomoda, allora non avrò problemi a farmi da parte per il bene di Varese. Parlerò con il mio presidente che in questo momento è molto, molto arrabbiato: e gli comunicherò la mia scelta che sarà una scelta molto, molto personale». Gli si chiede di dire di più, lui giustamente si ferma qui: «Io sono in buona fede e sono sicuro di quello che ho fatto e detto negli ultimi anni: semplicemente non voglio essere io ad arrecare danno alla mia società. Giovedì abbiamo un’altra partita: se quella con Biella era da vincere ad ogni costo, quella che giocheremo tra tre giorni è ancora più delicata e da portare a casa».Francesco Caielli

e.romano

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