VARESE Vediamo se davvero qualcosa è cambiato. Vediamo se il messaggio arrivato una settimana fa da Caserta – questa squadra farà i playoff – è qualcosa a cui davvero si può credere. Vediamo se è il caso di fidarsi, una volta per tutte, di questa squadra. Per scoprirlo, bisognerà aspettare fino a stasera: al termine di una Varese-Bologna che ci dirà un sacco di cose.
Dirà se quella convinzione che abbiamo letto negli occhi di Stipcevic e Recalcati nelle chiacchierate fatte durante la sosta del campionato è qualcosa di reale, qualcosa capace di prendere per mano questa squadra e portarla verso un traguardo che darebbe un senso a questa stagione. Dirà se la vittoria di sette giorni fa non sarà stata inutile, come inutile era stata quella di Casale Monferrato visto che poi Varese aveva rovinato tutto perdendo contro Roma.
Dirà se c’è ancora qualcosa in cui sperare. Crocevia? Finale? Sfida dentro o fuori? Sì. Esattamente come saranno tutte le partite da qui alla fine. Perché è vero: lo scorso anno di questi tempi si stava parecchio peggio e Varese era più vicina alla retrocessione piuttosto che ai playoff. Però è altrettanto vero che da fine febbraio
in poi la squadra non sbagliò più un colpo fino a quella serie di quarti di finale con Cantù che vide Varese soccombere solo perché ebbe la sfortuna di incontrare la formazione più in forma del momento. In sostanza: chi fa paragoni con lo scorso anno tenga ben presente quello che accadde dall’arrivo di Stipcevic in poi.
La Cimberio di quest’anno è in grado di ripetere un exploit del genere? Sì, a patto che si verifichino un po’ di condizioni. Primo: Weeden, arrivato per sostituire la scommessa persa Hurtt, deve iniziare a dare qualcosa di più. I numeri ci sono, è il momento di metterli in campo con continuità: l’impressione (magari ci sbagliamo) è che il nuovo americano non sia ancora riuscito a integrarsi alla perfezione all’interno del gruppo. Così fosse, sarebbe un problema.
Secondo: bisogna a tutti i costi recuperare i giocatori italiani che da troppo tempo a questa parte non stanno dando nulla, quando non sono dannosi. Garri sta attraversando un periodo di abulia ormai troppo lungo, sembra non godere più della fiducia di coach e ambiente, i suoi minuti passati in campo stanno diminuendo sempre di più. Ganeto, dopo che la società ha provato a venderlo perché delusa dal suo rendimento e dall’atteggiamento, nella partita di Caserta ha messo in mostra timidi segnali di risveglio (al netto della fesseria nel finale quando stava per rovinare tutto). Ci aspettiamo che continui. Reati, dopo che nella prima parte del campionato ci aveva stupito per la faccia tosta con cui era capace di scendere in campo, ultimamente ha indossato quella maschera della paura che fa tanto “giovane da lanciare” ma che non serve alla causa biancorossa.
Terzo: che si vinca stasera contro Bologna. Una partita che sarà velata da un sottile strato di malinconia per la recente scomparsa di Lucio Dalla, che vedrà i bianconeri giocare con la divisa listata a lutto e che vivrà il suo avvicinamento con gli altoparlanti del PalaWhirlpool che canteranno le sue canzoni, “Caruso” su tutte, prima del minuto di silenzio.
La Virtus recupera il play Poeta ma non potrà contare su Sanikidze, l’uomo che più di ogni altro avrebbe dato fastidio a Varese. I bonus per i passi falsi casalinghi sono già stati esauriti: adesso è ora di alzarsi sui pedali per la volata finale. Lo striscione dell’ultimo chilometro è già passato da un pezzo.
Francesco Caielli
a.confalonieri
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