Cimberio, un ko che ci sta “Dovevamo soffrire di più”

Cimberio, un ko che ci sta “Dovevamo soffrire di più”

di Francesco CaielliCASERTA Non c’è pericolo: che si vinca o che si perda, Charlie Recalcati avrà sempre le idee chiare su cosa dire dopo la partita. La battuta d’arresto di Caserta, per il coach biancorosso, ha i connotati chiarissimi: «Conosco la mia squadra meglio di chiunque altro e so perfettamente quali sono gli errori che può rischiare di commettere. Il primo tempo dice tutto: 55 punti subiti sono troppi se si vuole sperare di provare a vincere in trasferta: partite come questa non possono prescindere dalla difesa, e noi nei primi venti minuti abbiamo concesso troppo. Questa è l’ennesima riprova del fatto che noi, se vogliamo vincere, dobbiamo fare fatica: più di quanta ne fanno gli altri perché incontreremo regolarmente sulla nostra strada delle squadre più grosse e più fisiche di noi. La pallacanestro è fatica e sofferenza, e noi dobbiamo mettercelo in testa per non dimenticarcelo più. Varese è capace di giocare come dovrebbe fare sempre, lo ha già dimostrato: ora bisogna fare un passo in più. Bisogna imparare a fare fatica senza bisogno di aspettare una sconfitta ogni tanto che ci ricordi che noi dobbiamo

sudare». Salviamo la reazione del secondo tempo? «Abbiamo reagito, ci abbiamo provato. Ora però bisogna crescere: questa squadra deve decidere se essere un gruppo ambizioso, o uno che si accontenta. E sinceramente sarei dispiaciuto se dovessi scoprire che i miei giocatori sono gente che si accontenta, perché io non sono così».Parola a Gek Galanda: «Caserta è stata più brava di noi perché ha fatto canestro: tante volte, e fin dall’inizio. Però questa sconfitta è stata diversa da quelle di Cremona e Avellino, e di questo sono contento. Peccato per le nostre percentuali basse, e una domanda: ma i tre secondi non si fischiano più?» Ogni riferimento a Williams non è casuale.Chiusa per l’eroico Diego Fajardo: «Da un mese ho una costola rotta, ed è difficile allenarsi e giocare con un dolore così. Ora le cose vanno sempre meglio, e inizio finalmente a sentirmi bene. La mia serata non conta nulla se non è servita per vincere: io dico solo che quando una partita inizia in un certo modo, poi è difficile che cambi perché gli avversari e gli arbitri faranno di tutto per mantenerla su quei binari».

a.confalonieri

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