Cimbero, così proprio non va Troppo brutta per essere vera

Cimbero, così proprio non va Troppo brutta per essere vera

VARESE  Preoccupazione, preoccupazione vera: per una classifica che adesso inizia davvero a far paura, per una squadra che fa una fatica boia anche (e non solo) a causa di una condizione fisica disastrosa. Carlo Recalcati non usa mezzi termini: «Sì, sono molto preoccupato: ma a farmi paura sono principalmente i problemi fisici che continuiamo ad avere, non la classifica. Se avessimo questi punti, ma la squadra fosse in salute, dormirei sonni tranquilli: ma questa classifica e le nostre condizioni fisiche mi danno molto da pensare, perché dovremmo lavorare e invece siamo costretti a rimettere insieme i cocci, ogni volta». Problemi fisici: Goss era dato in cattive condizioni, eppure è stato il migliore. «Goss ha stretto i denti, e bisogna solo ringraziarlo. Così come dobbiamo ringraziare Rannikko che ha giocato con

una contrattura, Kangur che aveva una caviglia disastrata, Slay che è sceso in campo con un ginocchio gonfio come un melone». Scuse? «Niente affatto – continua Recalcati – anzi: mi ero ripromesso di non parlare di queste cose proprio perché non voglio passare per quello che si nasconde. Però la realtà è questa, c’è poco da fare. Però non ne parlerò più, perché è un argomento nostro che solo chi vive quotidianamente la squadra può comprendere: gli altri, è giusto che si arrabbino perché la squadra non vince. I tifosi fanno il loro lavoro, e di fronte a una sconfitta come questa non vogliono sentir parlare di infortuni: loro vogliono vincere, e se io fossi in tribuna con loro la penserei esattamente allo stesso modo e sarei incazzato con la squadra».

Da allenatore ad allenatore, la voce della vittoria di Frank Vitucci: «Sono orgoglioso di quello che abbiamo fatto: abbiamo vinto senza Troutman, abbiamo dimostrato di essere una squadra di grandi uomini con un attaccamento alla maglia fuori dal comune. Abbiamo giocato una grande partita, che poi si è risolta sugli episodi: ci siamo tolti una “scimmia” non indifferente, visto che fino a oggi avevamo perso tre partite di un punto. Finalmente ne abbiamo vinta una».

Il compleanno più triste della sua vita: Gek Galanda, faccia scura, si sente in colpa per una sconfitta che brucia. «Mi sono rovinato la festa da solo – ha detto il capitano – con quei dieci secondi di follia in cui ho fatto due fesserie che ci hanno fatto perdere la partita: un canestro da sotto sbagliato, e subito dopo un rimbalzo che ho gentilmente concesso ai nostri avversari. E dire che fino a quel momento non avevo giocato male». Preoccupato? «Sì, perché guardo ai troppi punti che abbiamo lasciato per strada e mi viene da mangiarmi le mani. E poi questa partita che sentivamo già nostra, che avevamo in pugno, che era vinta e che invece ci siamo fatti portar via esattamente come avevamo fatto con Biella. Sono preoccupato, perché fisicamente non stiamo bene e arriviamo negli ultimi minuti che non ne abbiamo più».

Fra.Ca.

e.marletta

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