Roma, 28 feb. (Apcom) – I Cesar 2009 incoronano “Seraphine” e
“Valzer con Bashir” rispettivamente “miglior film” e “miglior
film straniero” alla 34esima cerimonia d’assegnazione dei premi
conferiti dall’Académie du art et techniques du cinéma.
Nella magica “nuit” dei Cesar questa sera al Theatre du Chatelet
di Parigi, in platea anche Monica Bellucci, “Seraphine” è stata
la pellicola più premiata (Yolande Moreau incoronata migliore
attrice), ma la statuetta per miglior regista è andata all’autore
di Mesrine, Jean-François Richet, e quella di miglior attore al
protagonista Vincent Cassel, nei panni di un gangster
visibilmente ingrassato. “Ti amerò sempre” è stato indicato
invece come “miglior opera prima”.
Valzer con Bashir “è stato fatto con molto amore, molta
passione, molta tolleranza, penso che sia un film fatto per il
cinema, e per la pace”, è stato il commento del regista
israeliano Ari Folman, nel ricevere la statuetta per la migliore
opera straniera sul palco del Theatre du Chatelet a Parigi. Il
suo film d’animazione batte per una seconda volta, dopo i Golden
Globe, il film italiano Gomorra, di Matteo Garrone, che era stato
nominato nella stessa categoria. A contendersi il premio c’erano
anche “Into the Wild”, “Il petroliere”, “Two Lovers”, “Eldorado”
e “Il matrimonio di Lorna”.
E’ però “Seraphine”, di Martin Provost, a vincere il Cesar come miglior film della rassegna. La pellicola racconta la storia di Seraphine Louis, cameriera del collezionista d’arte tedesco Wilhem Hude, che si rivela, in maniera inattesa, una pittrice di grande interesse. “Ti amerò sempre” (“Il y a longtemps que je t’aime”, Germania-Francia
2008) del regista Philippe Claudel vince invece il Cesar per la miglior opera prima. La pellicola, prodotta da Yves Marmion, aveva ricevuto sei nomination. Presentata con successo alla Berlinale l’anno scorso ed è arrivato nelle sale italiane il 6 febbraio. Nel cast riceve il Cesar come miglior attrice non protagonista Elsa Zylberstein.
Il film più nominato, nove volte, “Le premier jour du reste de
ta vie”, di Remi Bezancon, si deve accontentare di un Cesar per
il miglior montaggio (andato a Sophie Reine), uno per il miglior
attore esordiente, assegnato a Marc Andre Grondin dans “Le
premier jour du reste de ta vie”.
A “Mesrine” vanno il Cesar al miglior regista, Jean-François
Richet, e al miglior attore Vincent Cassel, nelle vesti di un
malvivente visibilmente ingrassato per questo ruolo. Al film
anche il premio per il miglior suono.
Premio per i migliori costumi a Madeline Fontaine per
“Seraphine”, che si aggiudica anche la migliore sceneggiatura
originale, grazie a Marc Abdelnour, la migliore scenografia con
Thierry Francois, la migliore colonna sonora (Michael Galasso),
la migliore fotografia di Laurent Brunet, ma soprattutto il
riconoscimento come miglior attrice a Yolande Moreau. Miglior
attore non protagonista Jean-Paul Roussillon nel film “Racconto
di Natale” (“Un conte de Noel”). A “La Classe” (“Entre le murs”)
è andato il Cesar per il miglior adattamento cinematografico.
Cesar per miglior film documentario, infine a “Les plages
d’Agnès”, firmato da Agnes Varda.
Mattatore della serata l’attore francese Dany Boon, regista,
interprete e produttore del film di successo “Bienvenue chez les
Ch’tis” (Giù al nord, tra i nominati per la sceneggiatura), che
si è presentato sul palco con indosso dei pantaloni giallo
canarino.
In sala un parterre di stelle: l’attrice italiana Monica
Bellucci, che accompagnava il collega-marito Vincent Cassel,
premiato come migliore attore per Mesrine, l’attore francese Yvan
Attal, l’attrice tedesac Diane Kruger, il collega americano Sean
Penn e la britannica Emma Thompson. Tra i presenti anche Thomas
Langman, figlio dell’attore deceduto Claude Berri, al quale la
presidente della giuria, l’incantevole Charlotte Gainsbourg, ha
dedicato un omaggio in apertura della serata.
Coa-Cuc
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