Cipressi e park al Sacro Monte Il fronte del no scende in piazza

Cipressi  e park al Sacro Monte
Il fronte del no scende in piazza

«Può darsi che quei cipressi si debbano togliere da lì, ma ormai ci sono e sarebbe meglio prelevarli e piantumarli in altri parchi cittadini oppure regalarli a qualche privato: non ha senso ucciderli, soprattutto in un momento in cui Varese non é più una Città Giardino».

La proposta arriva da , organizzatore del presidio che s’è svolto ieri mattina nei Giardini Estensi contro l’abbattimento dei 16 cipressi della California annunciato già un anno fa dall’amministrazione comunale e approvato della Soprintendenza.

In realtà, qualche giorno fa, dopo le proteste sollevatesi sul web a causa della soppressione dei cipressi prevista nella giornata di ieri, il sindaco di Varese aveva annunciato la temporanea sospensione del taglio di queste piante.

Ma il movimento del “no” al loro taglio ha comunque deciso di confermare la manifestazione alla quale hanno aderito una trentina di cittadini, tra cui ex assessori ed ex consiglieri comunali come e , l’ex presidente della commissione paesaggio , e gli attuali consiglieri comunali (Pd) e (Ml). «Grazie al buonsenso – commenta Nicoletti – si è evitato l’abbattimento dei 16 cipressi. Credo che a settembre la commissione Ambiente possa archiviare la questione con la condivisione di tutti, e sottolineo tutti, i gruppi consiliari cittadini».

Ma Palazzo Estense non sembra essere intenzionato a seguire questa via e ci tiene a sottolineare che la sospensione del taglio dei cipressi é solo momentanea. «Spostare i cipressi in un altro parco – aggiunge inoltre il vicesindaco, – é un’opzione non percorribile: l’operazione avrebbe costi troppo elevati».

Ma il presidio è stato voluto anche per lanciare un messaggio più articolato all’amministrazione comunale. «Questa é anche l’occasione di criticare tutta la politica ambientale delle varie amministrazioni leghiste succedutesi negli ultimi vent’anni – continua Crugnola – La città è in crisi dal punto di vista ambientale. Vogliamo, quindi, provare a cambiare politica». In cima alle critiche mosse dai manifestanti, il tanto discusso parcheggio in progetto alla Prima Cappella del Sacro Monte. «Il Sacro Monte é per vocazione una zona spirituale, non un luogo turistico per fare solo la festa degli Alpini – argomenta Terziroli – Bisogna vivere la salita al Sacro Monte come un’orazione mentale, osservare i luoghi attraversati e pregando».

Secondo Crugnola, infatti, la realizzazione di un parcheggio con 91 posti auto non aiuterà il rilancio turistico del monte sacro e nemmeno quello della funicolare.

«Istituiamo, piuttosto, una rete di mezzi di trasporto leggero, ad esempio dei trenini navetta, che raggiungano la funicolare o la Prima Cappella che, partendo dal centro città, facciano una serie di fermate a metà percorso. Un mezzo di trasporto ecologico e poco costoso potrebbe certamente essere un’opportunità promozionale del monte ben più alta e che permette di raggiungere la cima attraverso mezzi di trasporto sostenibili e ecologici».

Ma anche in questo caso, il Comune non intende fare dietrofront. «Il progetto è già stato approvato ed è esecutivo. Abbiamo compiuto, ovviamente, tutte le verifiche del caso e non sussiste alcun rischio né a carico dei residenti e nemmeno dei beni architettonici. Quindi, si va avanti».

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