Con la nuova Provincia si rischia grosso E il Chiara cerca una “famiglia adottiva”

Con la nuova Provincia si rischia grosso
E il Chiara cerca una “famiglia adottiva”
Anno di grande incertezza per il Premio diventato ormai un patrimonio del territorio
Bambi Lazzati: «Il problema nel 2016: se Villa Recalcati dovrà tagliare, che faremo?»

Il Premio Chiara cerca una “famiglia adottiva”. Preoccupazione per il nuovo assetto della Provincia e sui fondi che un tempo destinava al Premio: «Tutte le cose belle hanno una fine, ma sarebbe un vero peccato».
Inizia un anno di preoccupazione e in certezza per il nostro Premio Chiara.
Il concorso letterario creato da e , che da 26 anni rappresenta una delle eccellenze culturali del nostro territorio, rischia di rimanere senza finanziamenti.

Nato dall’associazione “Amici di Piero Chiara” per tener viva la memoria dello scrittore P e valorizzare la cultura, i luoghi e i monumenti di Varese e della sua provincia e del Canton Ticino, il Premio è ormai uno dei concorsi letterari più famosi in Italia. «Siamo piccoli ma ci siamo sempre distinti – spiega Bambi Lazzati – Abbiamo ottenuto un sacco di riconoscimenti in questi anni e sarebbe un peccato dover rinunciare a tutto per problemi economici. Gli altri premi letterari italiani hanno una famiglia alle spalle, noi no. La nostra era la Provincia di Varese e se viene a mancare dovremo cercarne un’altra».
Per quest’anno il problema non si pone, «è già tutto pronto e organizzato in linea con l’Expo. Ci saranno grandi ospiti, scrittori internazionali e il tema sarà quello dell’alimentazione anche per il concorso rivolto ai ragazzi». Mentre per il prossimo anno è tutto un’incognita.
«Non ho ancora avuto modo di confrontarmi con il nuovo presidente della Provincia, , e quindi molte delle incertezze sono dovute anche a questo. Sicuramente i fondi destinati al Premio saranno ridotti ma è importante per noi sapere di quanto, per capire più che altro come organizzarci».

I finanziamenti della Provincia hanno sempre rappresentato una base economica sicura su cui impostare tutta l’organizzazione del Premio e della sua naturale evoluzione, il Festival del Racconto.
«Ci sono delle spese a cui non possiamo proprio rinunciare e sono quelle legate alla sede e alla nostra operatività. Senza una collaboratrice e una struttura di base non sarei in grado neanche di impostare il concorso o di cercare altri finanziatori». Per tutto il resto si può risparmiare. «Già quest’anno opereremo dei tagli, facendo meno eventi, senza però snaturare il Premio Chiara».
Durante il Festival, per esempio, i seminari a cui partecipano i ragazzi e gli eventi, sono aperti a tutti e gratuiti.
«Mi hanno suggerito di iniziare a far pagare la partecipazione – sottolinea – ma non si può fare, si perderebbe il senso di tutta la manifestazione, che è quello di produrre cultura». In 26 anni di attività il Premio Chiara ha lanciato una serie di scrittori che hanno poi avuto successo nel mondo della letteratura. «Per questo è importante che si continui. Il Premio è un patrimonio culturale di inestimabile valore per tutta la Provincia di Varese».
Non per Regione Lombardia però, che non ha mai considerato il Premio meritevole di un incentivo economico.

Eppure nella geografia dei finanziamenti del Pirellone a enti, associazioni e iniziative «meritevoli di sostegno» ce ne sono alcuni davvero ”particolari”, come i 25 mila euro destinati dalla giunta di allo sci club di Selvino.
«Ecco queste cose lasciano l’amaro in bocca – conclude Bambi Lazzati – Proveremo a partecipare anche noi a questi bandi e a chiedere finanziamenti, ma per farlo mi serve almeno la copertura economica della struttura che ci ha sempre fornito la Provincia».

Aggiungi La Provincia di Varese tra le fonti preferite su Google