VARESE Pesaro-Varese, una partita che ne racchiude altre dieci. Perché davvero non si può restare insensibili di fronte a una sfida così, che solo a pronunciarla mette i brividi per la storia che scatena, e lancia le emozioni più forti. Emozioni per uno scontro che nel passato aveva regalato calore e colore a una pallacanestro italiana che era bellissima, che non c’è più e che ora ci manca.Pesaro-Varese domani alle 18.15 significa la sfida tra due squadre che hanno voglia di diventare (no, meglio: tornare) grandi. La Scavolini è lì da vedere: giocano maledettamente bene, coach Dalmonte si è inventato un Daniel Hackett ala piccola (sia mai che, finalmente, un talento finora solo sulla carta non si decida a sbocciare una volta per
tutte) che ha dato alla squadra un volto diverso e più bello. Certo: Pesaro è squadra terribilmente soggetta ai chiari di luna (perché, Varese non lo è?) e allora ecco che si spiegano i passi falsi inattesi, pure casalinghi, tipo quello con Avellino di due giornate fa.Ma è di Varese, che preferiamo parlare: perché sarà la Cimberio a decidere se vincere o perdere questa partita, e soprattutto come farlo. E allora, parliamo di Varese a partire dalla sua novità: si chiama Damien Ryan, viene dall’Australia, per un mesetto sostituirà Jobey Thomas ma non è escluso che alla fine del suo contratto si decida di tenerlo qui. Dipenderà da lui, dal suo atteggiamento e da quello che saprà fare: a partire da oggi.
e.romano
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