Congresso Pdl, vince la Comi Alta tensione, veleni e accuse

VARESE Il congresso del Pdl fa il pieno. E l’affluenza supera si aggira sul 55% circa, un record nazionale, superato solo da poche città (tra cui Biella e Bergamo).

Almeno 2.250 votanti su 4.055 aventi diritto. Un congresso combattutto, anche se i numeri erano fin dall’inizio a favore della giovane europarlamentare Lara Comi. Alla fine quest’ultima si è imposta con il 63% dei voti. Il suo sfidante Giuseppe Taldone ha ottenuto il 37% (11 dirigenti su 30). Alta tensione durante tutta la giornata. Buona parte dell’ex Forza Italia ha abbandonato la sala durante l’intervento di Viviana Beccalossi, vicecoordinatrice regionale, che ha posto «la questione morale su certe situazioni». Mentre gli ex An lo hanno fatto quando ha parlato l’assessore regionale Raffaele Cattaneo.

Verso le 18 si è registrato un pesante alterco, durante il quale sono volate parole pesanti, tra l’ex vincesindaco Giampaolo Ermolli (pro Comi) e il vicepresidente del congresso Simone Pintori. Una discussione che se non fosse stato per il pronto intervento di Luca Marsico avrebbe rischiato di degenerare.

Il motivo della tensione è stato legato alle accuse che i sostenitori della lista Taldone hanno lanciato a quelli di Comi. In pratica, secondo quanto riferiscono dalla lista di Taldone, ci sarebbero stati due tentativi di barare, sventati dai loro scrutatori. Ovvero, due persone avrebbero tentato di votare appropriandosi dell’identità di altri due iscritti, firmando la presenza al loro posto. Da quanto riferiscono, il voto sarebbe stato bloccato. Quindi, al momento, niente contestazioni formali sull’esito della votazione.

Un clima di tensione, dunque, che si è manifestato anche quando ha preso la parola Giuseppe Taldone. Silenzio assoluto in platea, ma una militante del Luinese ha iniziato a contestarlo. L’assessore di Varese Stefano Clerici si è mosso per fermarla, e la vicenda è finita con uno scambio di battute tra i due.

Nessun tono troppo alto invece tra i due candidati. Taldone ha rimarcato come «occorra una meritrocrazia reale e non quella che punta a dare il posto agli amici degli amici». Lara Comi ha delineato la sua visione di partito, «sempre più vicino all’Europa». E ha rimproverato gli avversari «perché nessuno può arrogarsi di poter rappresentare meglio lo spirito del Pdl. Lo spirito del Pdl è la base. E sarà lei a decidere».

Nel discorso di congedo, il coordinatore uscente Rienzo Azzi ha rimarcato come «alle scorse amministrative in tutta Lombardia abbiamo vinto solo in tre comuni. Due di questi sono in provincia di Varese».

Mentre l’assessore regionale Raffaele Cattaneo ha risposto alle critiche apparse sulla stampa sottolineando come «noi diamo spazio alla democrazia. Abbiamo visto tutti come è andato il congresso della Lega. E di sicuro non abbiamo niente da imparare dal centrosinistra».

Un passaggio, anche lui, di critica ai giornalisti. Citando nomi e cognomi, compreso il nostro editorialista Max Lodi. Insomma, la sindrone leghista di attaccare i giornalisti sembra abbia contagiato anche il Pdl.

Lo scontro tra Comi e Taldone “ha spaccato” anche le famiglie. Piero Galparoli, assessore provinciale e consigliere comunale, vicino a Cattaneo, ha ovviamente sostenuto Lara Comi. Anche il figlio, iscritto al Pdl e militante della Giovane Italia, era presente al congresso. Ma schierato accanto agli ex An. Dopodiché, il voto è segreto.

Siparietto a lato del congresso l’incontro tra Ignazio La Russa e Roberto Formigoni. La Russa usciva, dopo il suo intervento, e Formigoni era appena arrivato, attorno alle 13. Sentendolo, il governatore ha detto: «Sento un ruggito famigliare». La Russa non ha resistito a prendersi gioco del collega, presentandogli una ragazza: «Formigoni, vieni qui, ti presento il camerata Taldone».
Marco Tavazzi

e.marletta

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