Se la giunta non adotterà il Pgt entro dicembre, correrà il rischio di non arrivare in tempo all’approvazione. Sono 450 gli emendamenti da analizzare, oltre 100 quelli del Pd.
Tanti, ma non tantissimi, perché come hanno sottolineato il segretario cittadinoe il capogruppo «nelle città dove è stato fatto ostruzionismo ne sono state presentate migliaia, un centinaio è il minimo indispensabile per cercare di incidere su un piano vasto come è il Pgt».
E dal momento che il Pgt elaborato dal centrodestra non ha trovato condivisione al di fuori della maggioranza, soprattutto per quanto riguarda la perequazione, ovvero l’obbligo di acquistare un terzo della volumetria per chi vuole costruire, la proposta più importante del Pd è quella di riformulare la perequazione.
Con un emendamento al Piano delle regole, che abbassa quest’obbligo. La proposta è articolata in questo modo: fino a 600 metri cubi di intervento, quindi piccoli lavori sia da parte di privati che si aziende, non ci sarà alcun obbligo di acquisto.
Dai 600 ai 900, un dodicesimo della volumetria totale. Da 900 a 1.200, un sesto. Oltre i 1.200 un terzo. Paris ribadisce come «il giudizio negativo su questo Pgt rimane, così come la promessa che, quando vinceremo le elezioni nel 2016, lo rifaremo, improntandolo sui punti che abbiamo già presentato: lavoro, sviluppo e sapere, sostenibilità, qualità della vita e solidarietà».
La maggior parte degli emendamenti è stata depositata da, il quale siede in commissione Urbanistica. In tutto 95 i documenti che portano la sua firma. E che sono concentrati soprattutto sull’azzeramento «del consumo di suolo». Mentre un punto fondamentale riguarda «l’eliminazione dei progetti come la Gasparotto-Borri, la Borri-Belforte e il prolungamento di viale Europa, progetti inefficaci e dannosi. Al loro posto, per il traffico in ingresso alla città, il potenziamento di via Piana di Luco».
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