Crisi; Frattini: Nessun ‘neo-socialismo’ ma servono più regole

Crisi; Frattini: Nessun ‘neo-socialismo’ ma servono più regole


Roma, 9 mar. (Apcom)
– Nell’anno del G20 di Londra e del G8 sotto
presidenza italiana alla Maddalena, l’introduzione di “principi
comuni” che garantiscano trasparenza nei sistemi finanziari “non
è neo-socialismo esasperato, ma solo pragmatismo”. In altre
parole, “non diventeremo tutti comunisti o post-sovietici ma è
evidente che (davanti alla crisi economica mondiale, ndr) è la
politica che si dovrà assumere la responsabilità di alcune
scelte”: lo ha sostenuto il ministro degli Esteri Franco Frattini
in un dibattito per la presentazione dell’ultimo numero di
‘Charta minuta’ – la rivista della Fondazione di Adolfo Urso
‘Farefuturo’ – intitolata ‘Quale governance mondiale?’. Presente,
oltre al sottosegretario al Commercio Estero, anche Giuliano
Amato, nelle vesti di presidente dell’Istituto dell’enciclopedia
italiana Treccani.

Nel suo intervento sulle nuove forme di governance possibili per
affrontare la crisi, il capo della diplomazia ha ricordato come
la recessione scaturisca da “una grande crisi di moralità nella
gestione dei sistemi finanziari”. Questo, secondo lui, ci impone
una riflessione su principi comuni, a partire dalla necessità di
una trasparenza di tali sistemi. “E’ evidente – ha insistito il
ministro – che non si potrà rinunciare a introdurre principi più
vincolanti perché la crisi di fiducia nei mercati e tra i
risparmiatori è anche conseguenza dell’immoralità dimostrata da
interi gruppi di dirigenti e controllori finanziari”.
“Rappresentatività e inclusività” ha ribadito Frattini, devono
essere le linee guida per la comunità internazionale nella
ricerca di soluzioni appropriate e condivise per uscire dalla
crisi.

Spr

© riproduzione riservata

Aggiungi La Provincia di Varese tra le fonti preferite su Google