Roma, 16 mar. (Apcom) – Il segretario generale dell’Opec, il
cartello degli esportatori di petrolio critica i paesi avanzati:
“invece di parlare devono agire” per risolvere una crisi che
hanno essi stessi provocato. E “non abbiamo visto alcuna azione
positiva da parte dei paesi che hanno creato questi problemi”, ha
affermato Abdallah el-Badri, incontrando la stampa all’indomani
dell’ultima riunione dell’organizzazione degli esportatori di
petrolio a Vienna.
Ieri l’Opec ha deciso di mantenere l’offerta di oro nero sui
livelli attuali, senza procedere a una nuova restrizione come
precedentemente suggerito da diversi esponenti dei paesi
aderenti. Decisione che oggi inizialmente aveva innescato cali
dei prezzi del barile, che successivamente sono stati invertiti
anche sulla scia dei continui rialzi dei mercati azionari. Negli
scambi di metà seduta sulla Borsa merci di New York, il Nymex, i
futures sul greggio in prima scadenza aumentano di 1,05 dollari
rispetto al fixing di venerdì, con il barile di West Texas
Intermediate a 47,30 dollari.
“Si sente parlare di numerosi programmi di rilancio, di numerosi
piani di salvataggio per le banche ma non abbiamo visto alcun
segno positivo”, ha proseguito oggi el-Badri. I responsabili dei
paesi avanzati devono “agire invece di parlare”, laddove l’Opec
“ha già fatto la sua parte” per contrastare “un disordine di cui
non è responsabile”.
Secondo el-Badri il crollo dei prezzi petroliferi ha garantito
l’equivalente di molti miliardi di dollari a favore dell’economia
mondiale. “Una parte di questi miliardi viene dai paesi dell’Opec
e i nostri paesi non sono ricchi – ha detto – alcuni sono molto
poveri e sono veramente colpiti da tutto questo”.
A metà luglio 2008, al culmine dell’ultimo rally rialzista dei
prezzi, il barile aveva oltrepassato i 147 dollari sul Nymex.
Successivamente, in reazione al crollo della quotazioni, da
settembre in poi l’Opec ha complessivamente tagliato la sua
offerta per 4,2 milioni di barili al giorno.
Il cartello controlla circa il 40 per cento della produzione
mondiale di oro nero e secondo quanto spiegato ieri dallo stesso
el-Badri, il livello effettivo dell’offerta attuale resta di
800.000 barili più elevato rispetto a quello che andrebbe erogato
sulla base dei tagli decisi. “Un rispetto delle quote all’80 per
cento è molto positivo – ha aggiunto oggi – ma dobbiamo essere
più rigorosi. Ci sono ancora 800.000 barili da ritirare dal
mercato”. (fonte Afp)
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